Torino, ecco i responsabili del panico di Piazza San Carlo

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Sette arresti: si tratterebbe di un gruppo di giovani che metteva a segno rapine spruzzando spray urticante

Nuovi sviluppi dopo la chiusura indagini sui fatti del 3 giugno 2017 in piazza San Carlo, a Torino. La polizia, coordinata dalla Procura, ha arrestato sette persone considerate responsabili del panico nella piazza del capoluogo piemontese. La vicenda è ormai nota: durante la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid perse la vita la 38enne Erika Pioletti e vennero ferite altre 1526 persone, fra cui molti in modo grave. Ieri erano arrivati i primi avvisi di conclusione delle indagini, affidate ai pm Vincenzo Pacileo e Antonio Rinaudo, ad alcuni indagati, tra cui la sindaca di Torino, Chiara Appendino.

“Siamo arrivati a una conclusione dei due filoni di indagini in poco più di otto mesi. Ci siamo arrivati in tempi brevissimi. Le indagini si sono concluse in tempi eccezionali” ha detto il procuratore capo di Torino Armando Spataro. 

Sono dieci i provvedimenti cautelari emessi: sei arresti in carcere, uno ai domiciliari e tre obblighi di presentazione alla pg. Omicidio preterintenzionale (per la morte di Erika Pioletti), rapina e lesioni aggravate nei confronti di circa 300 persone sono le accuse mosse dalla procura di Torino a due delle persone fermate dalla polizia.

Gli arrestati, uno dei quali ha confessato, sono tutti maggiorenni e di origine magrebina (cinque sono con nazionalità italiana). Si tratta di una banda di giovani tra i 18 e i 20 anni che, secondo le indagini, avrebbe colpito parecchie altre volte con modalità analoghe sia all’interno di esercizi commerciali che all’aperto, durante grandi eventi, fra cui il concerto di Elisa dello scorso settembre alle Ogr di Torino. Lo spray serviva alla banda per stordire le persone, derubarle e dileguarsi tra la folla. I giovani sono stati identificati grazie a delle intercettazioni in cui si parlava di una collanina rubata in piazza.

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