Tornare a fare politica con chi politica la fa ogni giorno

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Il Partito Democratico dispone del valore aggiunto dei territori, un capitale prezioso e vitale che, scientemente, per anni ha deciso di accantonare

Il PD deve ripartire dai Circoli, il PD deve ripartire dalla base. Avrò sentito questa frase migliaia di volte, ripetuta a perdifiato, urlata come un mantra dal pulpito del comizio, recitata con devozione all’incontro nel Circolo con l’esponente di turno. Come “la carezza del Papa”, viene dispensata nei momenti di difficoltà. È l’unguento per alleviare, cosparso sulle laceranti ferite che rimangono aperte e necessiterebbero dell’intervento chirurgico, non della passata di balsamo. Quando, inesorabilmente, trascorso il periodo di decantazione post-elettorale, gli umori si riassestano e nessuno se ne ricorda più, noi restiamo soli. Soli a fare i miracoli, per tenere i Circoli aperti e dare anima a questo Partito. Soli e dimenticati, mentre le classi dirigenti si selezionano altrove.

Faccio il Vice Segretario di un Circolo di Provincia, a San Sebastiano al Vesuvio, un Circolo aperto, che è diventato uno Spazio cittadino, dove si costruiscono iniziative e aggregazione. Le liturgie hanno lasciato il posto all’integrazione con la fantomatica società civile: abbiamo costruito dal nulla un centro di ascolto per le donne e le famiglie in difficoltà, un Cineforum dove i ragazzi possono riflettere, con l’aiuto di psicologi, sulla piaga del bullismo. Il nostro Spazio è aperto tutti i giorni, rifornito di libri, a decine di studenti che vengono a studiare da mattina a sera. I commercianti del territorio ci hanno dato una mano, con il caffè a sessanta centesimi e il pranzo a prezzi sociali. Il Sabato pomeriggio offriamo servizi gratuiti di assistenza fiscale. Come si dice dalle nostre parti: ci “facciamo il mazzo” con passione ed entusiasmo, con spirito di comunità, cercando di sopperire alle mancanze che la nostra periferia, come tante periferie del nostro Sud, vive.

Siamo la tanto incensata base, quella da cui ripartire, a parole, s’intende. Siamo quelli che hanno intuito da tempo l’allontanarsi della gente dal PD delle pontificazioni televisive, il PD dello sberleffo e della classe dirigente selezionata nelle stanze chiuse a doppia mandata. E francamente siamo stanchi. Stanchi di subire le scelte senza parteciparvi, stanchi di fare da sfondo alle passerelle elettorali, stanchi di essere invocati e mai consultati, stanchi di leggere i titoli di giornali scritti su misura per dirigenti che non hanno fatto un giorno di militanza e pretendono di dettare la linea.

Per quanto ancora vogliamo continuare e quanto tempo pensiamo di avere, prima di restare schiacciati nella dialettica nazional-populista?

Il Partito Democratico dispone del valore aggiunto dei territori, un capitale prezioso e vitale che, scientemente, per anni ha deciso di accantonare.

È tempo di ricominciare davvero a fare politica con chi politica la fa ogni giorno.

Noi siamo pronti.

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