Tra Isis e Assad cosa è più terrorismo? Sovranisti europei in confusione

Focus

Marine Le Pen è «delusa». Salvini si scopre pacifista. Imbarazzo nei 5S

Si erano illusi con America first, il protezionismo, il flirt con Putin, i dazi e il corollario trumpista di questi mesi. In una notte invece è successo che The Donald ha attaccato la Siria –pur scavalcando il consiglio di sicurezza dell’Onu e contraddicendo se stesso di qualche anno fa -, ha ricompattato l’asse atlantico e loro si sono ritrovati soli. Verrebbe da dire anche sedotti e abbandonati.

I sovranisti italiani ed europei si fanno sentire curiosamente uno dopo l’altro intono alle 10 di mattina, ben sette ore dopo l’attacco, e scelgono di stare dalla parte del presidente russo Putin e di condannare l’attacco missilistico Usa contro una base siriana come risposta all’attacco chimico del 4 aprile condotto dal regime di Bashar al Assad. Di fronte alla scelta di Trump, sicuramente forte, carica di conseguenze e certamente non condivisa con le altre cancellerie, prende corpo un’unica cabina di regia di politica estera che unisce i 5 Stelle a Farage, Marine Le Pen a Salvini passando per Fratelli d’Italia, tutti legati con un filo diretto alla Mosca di Putin. Interessi diversi e convergenti: lo zar cerca di aprire varchi e alleanze interne nei governi europei per indebolire l’Europa; loro cercano voti facili tra produttori e commercianti che dal 2014 stanno pagando prezzi altissimi per le sanzioni.

Il primo a farsi sentire è il segretario del Carroccio. Dà la linea alle 9.53 e si scopre pacifista: «Io scelgo la pace, i missili Usa sulla Siria sono una pessima idea e un regalo all’Isis». Spiega la scelta di Trump, in questo caso con qualche ragione, «come un modo per coprire i problemi interni», e teme che «si possa riaprire una guerra contro il terrorismo islamico che era già stata vinta». La chiave di lettura “nobile”di Salvini è che «forse qualcuno a Washington vuole ripetere i disastri dell’Iraq, della Libia e delle primavere arabe con tutte le devastanti conseguenze per Italia e Europa». Cita Putin quando dice che «è stata un’aggressione ad uno stato sovrano senza il via libera del consiglio di sicurezza».

Ma col passare delle ore l’imbarazzo cresce. Soprattutto nei 5 Stelle. Il comunicato ufficiale dei gruppi parlamentari, quindi scritto dall’ufficio comunicazione e vistato da Rocco Casalino, arriva alle 10.08, qualche minuto dopo, appunto, la Lega. I concetti si ripetono. Gli attacchi sono «una chiara violazione del diritto internazionale», dimostrano che «le Nazioni Unite non valgono nulla» e più in generale «la soluzione a una guerra non può essere un’altra guerra». Repertorio un po’ scontato tra il pacifismo dell’anima sinistra del movimento e il nazionalismo dell’anima destra. Facili gli slogan finali: «No a un’altra Libia, a un’altra Iraq o a un’altra Afghanistan. L’Italia resti fuori da questo risiko e rispetti articolo 11 della Costituzione». Sarà, questa, la posizione ufficiale visto che il blog terrà per tutto il giorno in apertura un post sulle trivelle in mare.

Si fanno sentire solo i più filo-Mosca, Manlio Di Stefano e Alessandro Di Battista. Il primo, ministro degli Esteri dell’ipotizzato governo 5 Stelle, chiama «in piazza la gente se l’Italia collaborerà alla follia Usa». Di Battista non perde occasione per attaccare Gentiloni, «premier vassallo» visto che l’Italia ha giustificato l’attacco come «una reazione ad un crimine di guerra».

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia sposta l’asse sulla lotta all’Isis che «deve essere la priorità» e mette in guardia da politiche «ambigue nell’area mediorientale che negli anni di Obama hanno nei fatti dato sostegno ai fondamentalisti islamici».

La più spiazzata tra i sovranisti europei è Marine Le Pen, la prima a parlare ieri mattina. Sono numerosi i motivi per cui la leader del Front National deve schierarsi con Mosca: la campagna per le presidenziali francese pare sia stata finanziata anche da banche russe; ed era marzo quando è stata ricevuta con tutti gli onori alla corte di Putin. «Trump – ha dichiarato la leader francese – aveva detto più volte che non intendeva più fare degli Usa il gendarme del mondo e invece è esattamente ciò che ha fatto» con il bombardamento in Siria. Prima di muoversi poi, avrebbe dovuto «attendere i risultati di un’inchiesta internazionale» sull’uso di armi chimiche a Khan Sheikhoun». Ma Trump è stato chiaro la notte scorsa e non ha dubbi che «in questi giorni ci siano stati almeno tre attacchi chimici da parte della forze del regime».

Il tempo delle scuse e delle bugie sarebbe concluso. E la famosa «linea rossa» che Obama lasciò che fosse superata nel 2013, Trump ha detto con forza che non può più essere superata.

Il più confuso è però Nigel Farage, l’unico leader europeo ospitato a Maro-lago, il Trump resort che è la residenza del presidente Usa durante i fine settimana. Farage ammette di essere «molto sorpreso. Come fermo sostenitore di Trump dico che le fotografie (dei bambini morti nell’attacco con armi chimiche e citate da Trump nel discorso alla nazione, ndr) erano orribili. Ma quali che siano i peccati di Assad, lui è un laico», come lo erano Saddam Hussein e Mubarak, «e dopo di loro è stato peggio». Farage ci prova a non scegliere, ma i rapporti tra Putin e Trump sono ad un bivio. Come dimostrano i movimenti di navi nel Mediterraneo. I sovranisti europei che volavano nei sondaggi spinti da Washington e da Mosca, sono ora azzoppati. E costretti a seguire Putin, scongiurando una escalation di azioni e reazioni. «Meno male che c’è lui» diceva ieri Salvini in una diretta Facebook. «È l’unico che combatte il terrorismo» sottinteso insieme ad Assad.

Ma tra Isis e Assad cosa è più terrorismo? E cosa è nato prima in Siria? Anche la Lega ha firmato un patto di collaborazione con Russia unita, il partito di Putin. Il problema più urgente è dei 5 Stelle. Oggi a Ivrea inizia il convegno dedicato a Gianroberto Casaleggio, parterre di ospiti, relatori e giornalisti. Ma la politica estera sarà il tema dominante. Obbligatorio scegliere tra Washington e Mosca e poi argomentare. E vediamo che succede nella notte.

 

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