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E Travaglio stacca la spina al Governo

Alla fine anche Marco Travaglio ha dovuto cedere: il ‘governo Frankenstein’ – come lui stesso lo aveva soprannominato – non può andare avanti per molto. Non ci sono le condizioni, manca il cambiamento.

Ovviamente il responsabile del fallimento ha un nome e cognome: Matteo Salvini o meglio il ‘cazzaro verde’ reo di non avere a cuore il Paese perché incapace di uscire da uno stato di “campagna elettorale permanente”. Scrive infatti il direttore de Il Fatto Quotidiano in un suo editoriale: “Salvini non ha alcuna intenzione di risolvere i problemi, ma solo di usarli. È sempre in giro a farsi propaganda”. Un’illuminazione quella del Direttore, che arriva in un ritardo complice e che, a ben vedere, è ingiusta.

Se è vero infatti che a Salvini non interessa affatto fare il ministro (“Fermarsi a lavorare sui dossier è un’inutile perdita di tempo che lo distoglie dal perenne giro d’Italia per conquistare altri voti a suon di sparate”) ma pensa solo alla campagna elettorale successiva (“Vinta un’elezione, già pensa a come stravincere quella successiva”) è anche vero che Di Maio e i suoi in questi mesi non hanno fatto altro che rincorrerlo a chi la sparava più grossa, accaparrandosi le prime pagine dei giornali. Ma non risolvendo nessun reale problema dei cittadini ( e non riuscendo ad arginare il calo di consensi nei confronti di M5S).

Dipingere oggi Matteo Salvini come il (solo) brutto e cattivo, schiavo dei poteri forti e delle lobby (“Come ha dimostrato il caso Autostrade, dopo il crollo del ponte di Genova”) e insensibile (vedi i Caso Diciotti) è una rappresentazione grottesca di un governo impresentabile (fin dall’inizio). Così come è grottesco accusarlo di aver impedito ai veri rivoluzionari (Di Maio, Conte e Moavero) di stravolgere l’Italia.  La verità è che quella forza e quella capacità il M5S non l’ha mai avuta.

Forse oggi Travaglio ha semplicemente cominciato ad annusare la possibilità di essere scaricati se, come lui stesso ipotizza, venisse confermato che Salvini ha in mente “più presto che tardi, prima delle Europee 2019 o subito dopo” di staccare la spina. Meglio quindi cercare di salvare il salvabile subito (se ancora è rimasto qualcosa)?

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