Tria imita Crozza che imita Tria

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Il ministro dell’Economica vive nel terrore di Di Maio e Salvini, ha paura dei giornalisti e dei parlamentari. Ha bisogno di minacciare le dimissioni che non dà mai

Lasciamo stare Quintino Sella, o Luigi Einaudi o Carlo Azeglio Ciampi. Ma nemmeno i ministri del Tesoro democristiani o forzisti si prestavano a tanta ironia come il nostro povero Giovanni Tria. Uno dei pochi esempi di persona che assomiglia sempre di più all’imitazione che ne fa Crozza. Non è disinvolto, non parla bene, il Professore. Crozza lo umilia ogni settimana pur rendendolo in fondo in fondo simpatico, come può essere simpatica una vittima dei “cattivi”. L’eterna figura di alunno spintonato dai compagni più forti e più bravi a pallone: lui Salvini e Di Maio lo schiaffano in porta e poi lo scannano perché prende tanti gol, mentre Conte sfarfalleggia a mezzo campo con inutili tocchi rasoterra e corti e loro due picchiano e picchiano.

Malgrado la sua aria svagata e spaurita, probabilmente Giovanni Tria è il più preparato di tutti. Ci vuole poco, d’altra parte: la sua vice è Laura Castelli, una che se va dal tabaccaio a comprare le sigarette torna col resto sbagliato. Ma Tria vive nel terrore. Ha paura di quei due. Dell’Europa. Per questo ha bisogno di minacciare ogni tre per due le dimissioni.

Ha orrore  delle domande. Dei giornalisti (immortale la scena in cui viene di peso portato via dalla sala stampa di palazzo Chigi). Dei politici, del Parlamento. Così ieri i suoi collaboratori si sono affrettati a chiarire ai giornalisti che la sua in commissione Bilancio sarebbe stata una “comunicazione”, non un’ “audizione”. Parla lui e basta, niente domande. Per carità. Poi è stato costretto in qualche modo a rispondere alle domande: era meglio se taceva, non si è capito niente: l’erede di Quintino Sella in parole povere ha spiegato che la sua comunicazione era un’autentica finzione. Più che a Sella si deve essere ispirato a Borges (“Il fatto è che viviamo ritardando tutto il ritardabile“). Oltre che a Crozza, s’intende.

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