Tria, chi l’ha visto?

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Il ministro per l’Economia è sparito, eppure sale lo spread e la Bora va male. Per favore, si appalesi

Uno spettro si aggira per i meandri della politica italiana: è lo spettro del ministro per l’Economia, professor Giovanni Tria. Un fantasma. Ne circola qualche fotografia, al massimo qualche immagine catturata il giorno del giuramento del governo. E’ vero che come spesso accade in questi casi che un sacco di “amici” o presunti tali ne vanno straparlando benissimo su giornali e siti: ma di lui, come il Michel Piccoli in Habemus papam di Moretti, non v’è traccia e non vorremmo soffrisse anche lui di “sindrome di accudimento”.

Intendiamoci: anche Padoan era riservato (ma al confronto sembrava un affabulatore di prim’ordine); e soprattutto c’è da dire che la circostanza diventa allarmante visto che l’Italia vive perennemente, da qualche settimana (guarda caso) sotto l’incubo dello spread e con Piazza Affari che annaspa. E dov’è, Tria? Quando ci spiegherà come si sterilizza l’Iva (Di Maio e non lui ha dato l’annuncio: ma non si può onestamente dire che gli abbia rubato la scena perché Tria sulla scena appunto non c’èra)? Quando ci illuminerà – lui, non qualche ragazzotto della coalizione gialloverde – su tempi e modalità della flat tax,, del reddito di cittadinanza, della cosiddetta pace fiscale? Quando si presenterà in Parlamento per illustrare le sue idee di politica economica? Quando vedrà sindacati e imprenditori? E quando comincerà a discutere con l’Europa?

Professore, glielo chiediamo con rispetto: si appalesi. O dovremo chiamare Federica Sciarelli. (m.l.)

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