Tria frena su flat tax e reddito di cittadinanza

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Le parole del ministro sono un colpo ai programmi di Salvini e Di Maio, che come ha commentato su Twitter Filippo Sensi sono stati “asfaltati da Tria”.

Abbassare le tasse “compatibilmente con gli spazi finanziari, per garantire la progressività che l’attuale sistema Irpef fa fatica a garantire”. E’ questo il progetto che il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha esposto ieri in audizione alla Commissione Finanze del Senato. Un progetto in contrasto con le promesse elettorali e il contratto di governo dei giallo-verdi.

Il ministro ha avviato un task force per la revisione dell’Irap e “per analizzare i profili di gettito in vista della definizione della flat tax, in un quadro coerente di politica fiscale e in armonia con i principi costituzionali di progressività che l’attuale sistema Irpef fa fatica a garantire”.

Invece per quanto riguarda il Reddito di cittadinanza, punto forte se non l’unico della campagna elettorale grillina, ha sostenuto che “si farà trasformando strumenti di protezione sociale già esistenti in altri strumenti”, poi si vedrà “il costo differenziale e come introdurlo gradualmente”.  Il tutto “compatibilmente con gli spazi finanziari” e “mantenendo l’impegno sulla riduzione del debito”.

Ricapitolando: la flat tax, cavallo di battaglia di Salvini è allo studio, e quindi non ci sarà in tempi immediati. Il Reddito di cittadinanza, cavallo di battagli di Di Maio, se si farà sarà un Rei con una platea allargata. In pratica le parole del ministro sono un colpo ai programmi di Salvini e Di Maio, che come ha commentato su Twitter il deputato del Partito democratico Filippo Sensi sono stati “asfaltati da Tria”.

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