Tria sconfessa Di Maio e Salvini. E frena su reddito di cittadinanza e flat tax

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Il ministro dell’Economia continua a frenare su deficit e debito e contenere il fiume di dichiarazioni e slogan dei vicepremier

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria continua a frenare su deficit e debito e contenere il fiume di dichiarazioni e slogan dei vicepremier. Lo ha fatto anche oggi intervenendo in audizione in commissione bilancio di Camera e Senato dove ha illustrato le linee guida del suo mandato, mettendo immediatamente in chiaro che “se avalliamo l’idea che questo governo vuole fare saltare i conti non facciamo il bene dell’Italia”.

“Il primo obiettivo dell’intero governo è il perseguimento prioritario della crescita dell’economia in un quadro di coesione sociale all’interno di una politica di bilancio” che prevede la “continuazione della riduzione del rapporto debito Pil” ha detto il responsabile di via XX Settembre spegnendo così gli incendi accesi dalle roboanti proposte di Salvini e Di Maio. Insomma, flat tax e reddito di cittadinanza al momento non sono attuabili: Tria non lo ha detto esplicitamente ma sui temi è rimasto piuttosto vago e non ha annunciato alcun via libera alle misure spinte dai due vicepremier, soprattutto di Di Maio che anche oggi ha insistito sulla necessità di partire subito con il reddito di cittadinanza. Ma al momento di coperture nemmeno l’ombra. Anche sulla flat tax, infatti, il ministro esclude rinvii ma rimane piuttosto cauto: “La task force sul fisco analizzerà i profili di gettito e distributivi connessi alle ipotesi di riforma in direzione della flat tax, in un quadro coerente di politica fiscale”. È tutto ancora nella fase dell’analisi di fattibilità, anche perché Tria ha anche escluso qualsiasi ipotesi di manovra correttiva nel corso dell’anno.

Nel complesso Tria ha evidenziato una situazione economica buona e anche sui dati dell’occupazione il ministro dell’Economia ha sconfessato Di Maio: “Le condizioni di salute dell’economia e della finanza pubblica italiana sono buone. L’economia, seppur a ritmi non soddisfacenti – è sempre un punto sotto la media europea – presenta tassi di crescita positivi. Gli ultimi dati sul mercato del lavoro sono positivi per l’occupazione ma aspettiamo di ricevere i dati per le ore lavorate che sono quelli che contano sia per consentirci di valutare la crescita del Pil sia l’inclusione vera degli occupati”, ha spiegato Tria evidenziando che migliora anche “il fabbisogno del settore statale nel primo trimestre dell’anno”.

Parlando di crescita, però, Tria non può non ammettere la possibilità di una crescita inferiore alle previsioni. Ci sono “rischi di una moderata revisione al ribasso per la previsione di crescita 2018. Pur in un quadro positivo i dati” recenti ” suggeriscono che la crescita sia continuata fino a tutto il secondo trimestre ma a un ritmo inferiore” dello stesso periodo del 2017 e “le stime interne più recenti indicano per il secondo trimestre un ritmo di crescita analogo” al primo.

Per questo motivo, ha aggiunto il ministro, “gli obiettivi di medio termine dovranno un po’ slittare, perché dobbiamo portare a termine il contratto di governo e perché non è il momento di fare manovre troppo ‘pesanti’ e restrittive” visto il previsto “rallentamento della crescita”.

Anche sul commercio il titolare dell’Economia sembra essere lontano anni luce dalle posizione protezionistiche evocate più di una volta da Salvini e Di Maio: “L’Italia è un grande Paese esportatore e il libero commercio è una condizione fondamentale affinché continui la crescita dell’economia. Siamo esposti agli effetti del protezionismo ed è nostro interesse evitare una guerra commerciale globale”.

 

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