Tripoli, 47 morti in otto giorni. La missione Onu convoca un vertice per il cessate il fuoco

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Intanto si cerca di negoziare una nuova tregua a Tripoli. Al Sarraj ha dato mandato a una milizia di Misurata di entrare nella capitale per fermare gli scontri

Si cerca di negoziare una nuova tregua a Tripoli dopo giorni di scontri – iniziati lo scorso 27 agosto – che hanno paralizzato la città. Il premier Fayez al Sarraj ha dato mandato alla milizia Forza Anti Terrrorismo di Misurata di entrare nella capitale per organizzare un nuovo cessate il fuoco e far terminare le violenze nella periferia sud.

Questo dopo un’altra giornata difficile, ieri, con scontri generalizzati tra varie milizie nella zona sud di Tripoli che hanno provocato la morte di due persone nel distretto di Al Falah, all’interno di un campo profughi per gli sfollati interni di Tawergha. Inoltre, circa 400 detenuti sono riusciti a evadere dal carcere Rweini ad Ain Zara, approfittando della confusione dovuta agli scontri tra milizie, mentre gli uomini della Settima Brigata avanzavano nella zona. In otto giorni il bilancio è di 47 morti e 129 feriti.

La situazione ha spinto la missione Onu in Libia (Unsmil) a chiedere a tutte le parti in conflitto nella zona sud di Tripoli di incontrarsi domani per raggiungere un accordo di cessate il fuoco: “Sulla base delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza e della proposta del segretario generale delle Nazioni unite di mediare tra i vari partiti libici, e sulla base dell’appello delle varie parti, incluso il Governo di accordo nazionale riconosciuto a livello internazionale, per avviare un dialogo urgente sull’attuale situazione di sicurezza a Tripoli, la Missione dell’Onu invita le varie parti interessate a tenere una riunione ampliata martedì in un luogo che sarà annunciato più tardi”.

L’ambasciata italiana a Tripoli resta aperta come ha confermato la stessa rappresentanza diplomatica sul suo profilo Twitter: “Continuiamo a stare accanto alla amata gente di Tripoli in questa fase difficile”.

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