Sdoganare le parolacce di Trump? Il dilemma dei media americani

Focus

L’imbarazzo di Tg e giornali costretti a sdoganare il linguaggio volgare del presidente

Con l’uscita sugli immigrati provenienti da “shithole countries”, letteralmente “Paesi di merda”,  con riferimento a chi arriva da Haiti, El Salvador e Africa, da ieri l’era Trump è entrata anche sotto il profilo della correttezza linguistica anche nelle redazioni di Tg e giornali statunitensi, che si sono ritrovati a dover decidere come gestire un linguaggio fino a quel momento vietato dalle stringenti regole dei media americani.

La reazioni di Tg e giornali

L’imbarazzo dei network di oltre oceano – soprattutto quelli televisivi, ai quali non è concesso il tempo della riflessione e dell’approfondimento dei giornali cartacei – si è toccato con mano, con emittenti come la Cnn che sono arrivate ad avere due sottopancia diversi, uno per il canale internazionale più esplicito, e un altro asteriscato per  il pubblico Usa.

E lo stesso impaccio si è visto nei conduttori, alcuni dei quali hanno fatto ricorso a curiosi escamotage linguistici, come Lester Holt della Nbc che ha avvertito i telespettatori che quella del tg sarebbe stata una versione per adulti, o la Abc che ha parlato genericamente di “volgarità” pronunciate dal presidente.  La Cnn ha invece da subito deciso di non censurare la parola incriminata nel sottopancia, ma questo non è bastato a mitigare l’imbarazzo dello storico conduttore Wolf Blitzer.

Per quello che riguarda i giornali cartacei, più o meno tutti si sono adeguati al nuovo stile poco ‘british’ imposto dal presidente-tycoon, con la prestigiosa eccezione del New York Times che ha retrocesso la parolaccia nei sottotitoli, scegliendo un sinonimo più politicamente corretto per  il titolo principale.

Una scelta però talmente sofferta per il più importante quotidiano americano, che è stata accompagnata dalla spiegazione di Phil Corbett, il responsabile degli standard, che ha sottolineato: “’Ci è stato subito chiaro che dovevamo pubblicare il linguaggio direttamente, senza parafrasarlo. Abbiamo voluto essere sicuri che i lettori capissero esattamente la portata della notizia. Ma siamo ancora inclini a evitare volgarità nei titoli’”.

Vedremo se quello di sdoganare definitivamente le parolacce diventerà una delle mission di questa strana amministrazione, e dunque se i media saranno costretti a mettere definitivamente da parte le regole di bon ton fin qui applicate senza eccezioni.

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