Siria, pronte nuove sanzioni Usa contro Mosca. Mogherini: “E’ il momento dell’Onu”

Focus

Il Presidente Gentiloni domani riferirà in Senato con una informativa urgente sulla situazione in Siria

Dopo l’attacco missilistico in Siria, si aprono le prime crepe nell’alleanza fra il presidente statunitense Trump ed il capo dello Stato francese Macron, dopo una lunga intervista di quest’ultimo in Tv alla quale ha replicato – smentendone alcune affermazioni – l’inquilino della Casa Bianca. “Ho convinto io il presidente Trump della necessità di rimanere in Siria e di limitare i raid aerei ai siti  di armi chimiche del regime di Assad”, ha detto Macron.  “L’operazione è riuscita sul piano militare, i missili hanno raggiunto gli obiettivi, è stata distrutta la loro capacità di produrre armi chimiche. E da parte loro non c’è stata nessuna vittima” ha continuato il Presidente francese. “Siamo intervenuti in modo legittimo nel quadro multilaterale. Putin è complice dell’uso di questi agenti mortali”.

Poco dopo la portavoce della Casa Bianca ha precisato che “il presidente Trump è stato chiaro affermando che vuole un ritorno a casa delle forze americane in Siria”, e si aspetta che i partner regionali e gli alleati degli Stati Uniti “si assumano una maggiore responsabilità sia militare che finanziaria, per mettere in sicurezza la regione”.

Ma è un Trump sempre più debole quello che da ordini dalla Stanza Ovale. Secondo l’ex numero uno dell’Fbi, James Comey, per la prima volta in tv da quando è stato licenziato dal tycoon, nel maggio del 2017 il Presidente sarebbe “moralmente inadeguato per fare il presidente degli Stati Uniti” e costituisce “un pericolo” per il Paese perché non ne incarna i valori fondanti e perché è ricattabile da parte della Russia”. Accuse gravissime che arrivano in un momento davvero delicato per gli equilibri mondiali. Comey ha poi rincarato la dose definendo Trump “un bugiardo seriale” che tratta le donne “come carne”, e sostenendo che sia possibile che Mosca abbia in mano materiale che scotta per ricattare il presidente americano.

In arrivo nuove sanzioni

Gli Stati Uniti vanno avanti e annunceranno nuove sanzioni contro la Russia come parte della risposta all’attacco chimico condotto in Siria del regime di Bashar Assad che ha il sostegno di Mosca. Secondo quanto anticipato da Nikki Haley, ambasciatore degli Stati Uniti all’Onu, le nuove sanzioni “andranno a colpire direttamente tutte che compagnie che fanno affari fornendo equipaggiamenti ad Assad e collegate all’uso delle armi chimiche”. Un provvedimento che potrebbe irritare, non poco, il Presidente russo Putin che ha già definito i raid “un’azione illegale che, se continueranno, provocheranno il caos internazionale”.

Secondo il Presidente siriano Assad invece i missili occidentali hanno un aspetto positivo: quello di “unire il Paese” sotto la sua leadership. Il presidente siriano se n’è detto convinto ricevendo a Damasco una delegazione di politici russi, che hanno descritto il presidente come assolutamente “positivo e di buon umore”.

Chi invece non nasconde la sua preoccupazione è Papa Francesco che da piazza San Pietro a Roma, ha chiesto ai fedeli di pregare perché prevalgano “la giustizia e la pace”. “Sono profondamente turbato dall’attuale situazione mondiale, in cui, nonostante gli strumenti a disposizione della comunità internazionale, si fatica a concordare un’azione comune in favore della pace in Siria e in altre regioni del mondo”.

La tensione rimane altissima

Il consiglio degli Affari esteri si riunisce in Lussemburgo; sul tavolo è arrivata prepotentemente la questione siriana e si cerca di trovare soluzioni diplomatiche per scongiurare una guerra dagli effetti devastanti.

“Lavoreremo per preparare la conferenza sulla Siria della settimana prossima, in modo che sia l’opportunità per rilanciare il processo politico guidato dall’Onu” ha spiegato l’Alto Rappresentante Ue per gli Affari Esteri Federica Mogherini. “Adotteremo delle conclusioni – ha continuato la vicepresidente della Commissione Europea – reitereremo la nostra posizione comune, che ho dichiarato in nome dei 28 Stati membri negli ultimi due giorni, specialmente sull’uso delle armi chimiche e la nostra reazione su quello”.

https://twitter.com/eu_eeas/status/985789101373837312

“Ho avuto l’opportunità ieri – ha proseguito – di discutere con Staffan De Mistura e con tutti i nostri partner arabi in Arabia Saudita, dove sono stata invitata per aprire il summit degli Stati arabi. Mi sembra chiaro che c’è bisogno di dare una spinta al rilancio del processo politico guidato dall’Onu, in questo momento”.

Una linea politica di cui è convinto anche il Presidente Gentiloni che domani con una informativa urgente riferirà in Senato.

 

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli