Trump ne licenzia un altro: fuori McMaster, arriva Bolton

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Questa volta è toccato al consigliere per la Sicurezza nazionale, a prendere il suo posto l’ex ambasciatore Usa all’Onu

Donald Trump fa fuori l’ennesimo uomo della sua amministrazione. Pochi giorni dopo aver rimpiazzato il Segretario di Stato Rex Tillerson con il capo della Cia Mike Pompeo, questa volta è toccato al consigliere per la Sicurezza Nazionale H.R. McMaster essere rimpiazzato. Al suo posto l’ex ambasciatore Usa all’Onu John Bolton.

Il presidente come ormai solito ha annunciato il cambio su Twitter: “Ho il piacere di annunciare che, dal 9 aprile, l’ambasciatore John Bolton sarà il mio nuovo consigliere per la Sicurezza Nazionale. Sono molto grato per il servizio del generale H.R. McMaster che ha fatto uno straordinario lavoro e resterà sempre mio amico. Ci sarà un passaggio di consegne ufficiale il 9 aprile”.

Nella tarda serata americana fonti della Casa Bianca hanno precisato che le dimissioni erano concordate. Certo gli attacchi su Twitter che il presidente aveva rivolto a McMaster, l’ultimo in ordine di tempo il rimprovero per aver dimenticato di dire che i risultati delle elezioni 2016 non sono stati influenzati o cambiati dai russi, testimoniano un rapporto non proprio idilliaco tra i due.

Bolton sarà il terzo consigliere per la Sicurezza nazionale nei 14 mesi della presidenza Trump. Il primo, Michael Flynn fu licenziato a causa del Russiagate. Il settantenne conservatore è considerato un falco. Membro della potentissima Nra, la lobby delle armi, ha servito  in varie posizioni sotto amministrazioni repubblicane, in particolare con i Bush, prima come sottosegretario di Stato per il controllo delle armi e la Sicurezza Internazionale (dal 2001) e poi come ambasciatore americano all’Onu (2005-2006).

Le sue posizioni sull’Iran – Bolton è molto critico dell’accordo sul nucleare di Teheran – sono molto vicine a quelle di Trump, che adesso ha schierato la squadra degli esteri con un tridente di duri e puri come Bolton, Pompeo e Nikki Haley. Un altro segnale non propriamente incoraggiante per la pace.

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