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Le fake news di Donald Trump sulla Nato

Cosa è vero e cosa non lo è? Con il presidente degli Stati Uniti niente è certo e ogni dichiarazione solenne potrebbe essere smentita un attimo dopo da un tweet o da un’altra dichiarazione altrettanto solenne. Questo è il timore legittimo che ha colto anche la giornalista che stamattina, durante una conferenza stampa convocata a sorpresa, ha chiesto a Trump se, una volta salito sull’Air Force One, avrebbe cambiato idea su quanto appena affermato. Ovvero che non avrebbe ritirato gli Usa dalla Nato. “Potrei farlo ma probabilmente non è più necessario”, aveva affermato poco prima l’inquilino della Casa Bianca, “perché dagli alleati sono arrivati 33 miliardi in più, un aumento degli impegni di spesa come mai prima”.

Un impegno che però è stato al centro di un piccolo giallo. Dopo la dichiarazione di Trump, Associated Press aveva scritto che secondo l’Eliseo non c’era stato alcun accordo da parte degli alleati per l’aumento della spesa militare. Ma più tardi sembra invece aver trovato conferma nelle parole di segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. “Ci sono state discussioni franche – ha spiegato – ma tutti e 29 gli alleati hanno ascoltato il messaggio di Trump in modo forte e chiaro, e hanno deciso di aumentare le spese della difesa”.

La verità è nel mezzo. Trump ieri era arrivato al summit chiedendo un aumento del 4% del Pil per le spese militari. Ma oggi se ne va ottenendo semplicemente la conferma degli impegni già presi da parte degli alleati. Lo ha chiarito anche il presidente francese Emmanuel Macron nel suo incontro con la stampa. “Il comunicato (della Nato, ndr.) è chiaro: riafferma l’impegno del 2% (di spesa per la difesa del Pil) entro il 2024”. La quota europea del budget Nato “aumenta dal 2014-2015 e la quota americana diminuisce, coerentemente all’idea di una migliore condivisione”, ha aggiunto Macron, precisando che “la Francia sta rispettando la traiettoria annunciata, con l’1,81% per l’anno in corso e aumenti ogni anno”.

La conferma, infine, arriva dallo stesso Stoltenberg, costretto al termine del summit a chiarire le affermazioni dell’inquilino della Casa Bianca. “Le cifre che ha menzionato il presidente Trump sono i soldi già preventivati” per spese per la difesa effettuate dagli alleati Nato “da quanto Trump è presidente” a oggi, in base alla strategia decisa nel 2014 per raggiungere l’obiettivo del 2%. Si tratta di “41 miliardi di dollari extra in prezzi costanti”.

Non ci sono spese aggiuntive nemmeno per l’Italia, ha poi confermato il premier Conte. “L’Italia – ha detto in conferenza stampa al termine del vertice Nato a Bruxelles – ha ereditato degli impegni di spesa per quanto riguarda il contributo alla Nato che noi non abbiamo alterato. Quindi non c’è nessuna spesa aggiuntiva”.

Dunque che è successo? Niente, almeno rispetto alle pretese avanzate dalla Casa Bianca. Trump è arrivato al vertice minacciando fuochi e fiamme e se ne è andato con nel sacco niente di più di quanto aveva all’arrivo. Almeno fino a quando il prossimo tweet cercherà di raccontare un’altra verità.

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