La ricetta di Erdogan: se perdo si rivota

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La Commissione elettorale turca ha annullato le elezioni di Istanbul dove aveva vinto il candidato dell’opposizione socialdemocratica e laica.

Battere Erdogan è impossibile: se si vince, il gioco è nullo. In Turchia la Commissione elettorale suprema (Ysk) ha annullato le elezioni amministrative a Istanbul dello scorso 31 marzo, che avevano decretato la vittoria del candidato sindaco dell’opposizione Ekrem Imamoglu (foto). Voto invalidato dalla pronuncia di sette giudici su undici i quali, con sentenza non appellabile, hanno accolto i ricorsi per brogli presentati dai partiti che sostengono il candidato del presidente Erdogan.

Le elezioni municipali nel paese avevano portato un ribaltone politico sia a Istanbul sia nella capitale Ankara, entrambe conquistate dalle forze di opposizione. Il risultato non deve essere piaciuto troppo al sultano Erdogan, tanto che il suo partito, l’Akp, aveva minacciato e poi presentato ricorso per presunte irregolarità.

Dopo la decisione della Commissione elettorale, il commento di Onursal Adiguzel, vicepresidente del principale partito di opposizione in Turchia (Chp) è stato lapidario: “Vincere contro l’Akp è illegale. Questo sistema che annulla la volontà della gente e ignora la legge non è per niente democratico, né legittimo. È pura dittatura”.

La decisione dell’autorità turca per le elezioni di annullare e ripetere il voto ha provocato un forte calo della borsa, con la lira a picco che ha segnato un nuovo minimo storico dall’inizio dell’anno. Reazioni sdegnate sono arrivate da tutto il mondo, a cominciare da quella del partito socialista europeo, che si è detto “profondamente preoccupato”. “Gli sviluppi di Istanbul – afferma il Pse – mostrano che il presidente Erdoan e l’AKP non sono disposti ad accettare una transizione pacifica, democratica, di potere. Il governo turco ha esercitato pressioni politiche sull’Alto consiglio elettorale per assicurare una ripetizione delle elezioni locali a Istanbul”.

Secondo l’eurodeputata olandese Kati Piri, relatrice al Parlamento europeo sui rapporti con la Turchia, con questa decisione viene meno la “credibilità democratica” del paese.

Dalla Germania, dove vive la più grande comunità turca fuori dalla Turchia, ha fatto sentire la sia voce il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, che ha definito “incomprensibile” l’annullamento delle elezioni municipali di Istanbul. Su Twitter, l’ex premier Paolo Gentiloni, presidente del Pd, ha scritto: “Quando perdi le elezioni fai ripetere il voto. Erdogan e la negazione della democrazia”.

Gli osservatori si chiedono ora cosa succederà il 23 giugno, data in cui si ripeteranno le elezioni. Nel frattempo, sarà il prefetto di Istanbul, Ali Yerlikaya, ad amministrare ad interim la megalopoli sul Bosforo. A Istanbul, dopo 25 anni di ‘erdoganismo’, la popolazione aveva deciso di cambiare rotta e ieri sera, dopo l’annuncio della decisione della commissione elettorale, in diversi quartieri della città, centinaia di persone hanno manifestato facendo risuonare pentole e casseruole e intonando slogan contro il governo.

Chi saranno i candidati? Il presidente turco ha confermato che sarà l’ex primo ministro ed ex presidente del Parlamento di Ankara, Binali Yildirim, a correre per la carica di sindaco, mentre l’opposizione socialdemocratica Chp, ricandidando il vincente del 31 marzo Ekrem Imamoglu, ha lanciato un appello affinché “Tutti i democratici turchi si uniscano per salvare la democrazia della Turchia“.

Esclusa, quindi, l’ipotesi di un boicottaggio del ritorno alle urne, discussa nelle ultime ore, i partiti anti-Erdogan hanno attaccato la decisione dell’Ysk, dichiarando che Imamoglu sarà adesso non più soltanto il candidato del Chp, ma di tutti i 16 milioni di abitanti di Istanbul.

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