Tutti contro la tredicesima bolletta. L’ipotesi del rimborso

Focus

Il Governo annuncia un provvedimento, l’Agcom promette sanzioni: è guerra alla tariffazione ogni 28 giorni

La guerra contro la tredicesima telefonica entra nel vivo. Dopo che il Governo ha annunciato di voler intervenire contro la bolletta ogni 28 giorni, pratica in voga nelle compagnie telefoniche di casa nostra già da qualche tempo, è oggi l’Agcom ad agire, avviando i procedimenti sanzionatori.

Il punto è che gli operatori telefonici hanno progressivamente modificato la cadenza delle fatturazioni con il risultato di aggiungere un mese ai dodici del calendario: dietro alla scelta di inviare la bolletta ogni 28 giorni invece che ogni 30 (con il risultato che ne possono arrivare due in un mese!) c’è l’aumento dell’8,6% della tariffa calcolata su base annuale. Insomma: per lasciare il prezzo invariato cambio i giorni.

Per questa ragione il Governo si sta muovendo, con l’obiettivo di tutelare il consumatore garantendo l’omogeneità delle condizioni. Il rischio concreto che la politica vuole scongiurare è che ci sia un effetto di trascinamento, ovvero che anche altre aziende, magari il gas o la luce, pensino bene di prendere il buon esempio e tariffare a 28 giorni. Cosa accadrebbe se arrivassero due bollette di gas nello stesso mese, magari in inverno?

“Mentre non è in discussione la libertà degli operatori di formulare nuove offerte commerciali, nel rispetto della regolamentazione, non possono altrettanto essere messi in discussione i principi fondamentali di tutela e di trasparenza a favore degli utenti dei servizi. In questa condotta si legge infatti un comportamento scorretto verso i consumatori che pagano queste iniziative in prima persona e di tasca propria”, ha spiegato la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, che ha risposto ieri a un’interrogazione rivolta al ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda.

La notizia di oggi è che l’Agcom procederà nell’applicare le sanzioni nei confronti di quegli operatori, praticamente tutti tranne uno, Tiscali, che hanno adottato una fatturazione a 4 oppure ad 8 settimane (invece che mensile) in tempi diversi, da maggio 2016 ad aprile 2017, nonostante l’esplicito richiamo del garante, lo scorso 15 marzo, a tornare alla fatturazione mensile, individuandola quale unico parametro certo e consolidato.

Le compagnie telefoniche, dal canto loro, hanno presentato ricorso al Tar, esponendo le proprie ragioni.

La politica si era mossa già in agosto. Il Pd, per mezzo di Alessia Morani, aveva annunciato la scrittura di un emendamento da inserire in legge di stabilità per bloccare la tredicesima bolletta. Ed oggi è la stessa vice capogruppo dem ad anticipare quali saranno i contenuti della norma :”Il nostro obiettivo rimane quello di un provvedimento che obblighi gli operatori telefonici e le pay tv a fatturare mensilmente. Oggi ho incontrato i rappresentanti delle associazioni dei consumatori e durante il confronto sono emerse altre problematiche che riguardano il rafforzamento dei poteri dell’Agcom e la necessità di un aumento delle sanzioni, che pensiamo potrebbero essere utilizzati per un eventuale rimborso dei consumatori che hanno subito la ‘tredicesima mensilità”.
Insomma: la tredicesima mensilità potrebbe rientrare nelle tasche dei consumatori “truffati” dalle compagnie telefoniche.

 

 

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