Un governo ombra che incalzi le idiozie salviniane

Focus

Attenzione anche alla comunicazione tv. Ricostruire un’alleanza di centrosinistra

Il Corsera, con Angelo Panebianco ed Ernesto Galli della Loggia, esplora ultimamente il problema del centrismo perduto, dell’antifascismo diverso, dell’universo moderato e quindi della peculiarità politica italiana che trova giustificazione, a mio avviso, nei tanti rivoli individualisti prodotti in una nazione che è diventata Stato 1400 anni
dopo il crollo di Roma. Accomunati non sempre dalla lingua, nota non ai più, con prevalenza dei dialetti, accomunati da alcuni usi ed alcuni costumi connessi alla civiltà contadina trasversale, accomunati dalla religione vissuta prevalentemente in maniera bigotta, ed a volte paganeggiante, e da una cultura mediterranea immancabile in un
Paese che è quasi il diametro di questo grande lago “Nostrum” gli italiani rappresentano un popolo complicato ancora oggi da comporre. E questo perché lo stato nato nella seconda metà dell’800, in funzione savoiarda, ma con i due terzi del patrimonio bancario fornito dal Regno delle due Sicilie, sbagliò la pianificazione strategica della costruzione del Paese. Nell’interesse del Nord e con la compera di buona parte del parlamentarismo meridionale. L’analisi gramsciana, piaccia o no, è perfetta. Lo stesso accadde con il fascismo che pensava alle colonie ed all’impero
e solo con la Repubblica si entrò in un settantennio meno irragionevole. Del resto nel dopoguerra, al di là dei dati statistici del 1951, l’analfabetismo reale era uno zoccolo duro. Nel 1991 le statistiche dicono che in Italia gli analfabeti risultavano solo il 2.%. Ora bisogna capire se nel 98 % degli alfabetizzati vengono inseriti quelli che
riescono a leggere solo le testate di un giornale e sanno fare la propria firma e sono in possesso di licenze elementari e medie discutibili. L’analfabetismo strisciante di oggi che si nota nei quiz televisivi, anche fra diplomati e laureati e nelle interviste per strada conferma la realtà di un Paese che prevalentemente ha studiato e studia poco e male, legge pochissimo, naviga in Internet, racconta sé stesso sui social e se ha bisogno di qualcosa interroga Google. Credo che sia un problema generalizzato ma ritengo il nostro, nell’Europa occidentale, più complesso.

Ed il voto italiano, senza la pragmaticità dei partiti della sinistra portatori dell’acquisizione progressiva di diritti e della riduzione della forbice ricchezza povertà e di quelli interclassisti, ma comunque aperti allo stato sociale con venature
cristiane – vedi la Dc nella quale c’era dentro tutto dalla destra alla sinistra – , con i cosiddetti liberaldemocratici che restano una minoranza elitaria che si rifugia in sigle difficilmente comprensibili ai più, come i verdi, si disperde nelle sensazioni del momento. Più fluide che mai, e così producendo risultati elettorali che oggi vedono una maggioranza dei votanti popul-qualunquista, ma una maggioranza relativa rispetto agli aventi diritto al voto identificantesi nell’astensione. La sinistra per recuperare voti deve avere un programma semplice e continuare a parlare di
riduzione della forbice ricchezza povertà, di salari adeguati, di investimenti pubblici, di soluzioni per disciplinare sicurezza ed immigrazione d’accordo con l’Europa, coerente con il socialismo riformista aderente alla realtà tecnologica e scientifica di oggi. Realtà che impone ed imporrà nuove tipologie di lavoro, nuovi orari di lavoro e
definisce in maniera chiara il progressivo allungarsi della vita media con particolare riguardo all’universo femminile. I liberal democratici, se veramente tali, sono progressisti come i verdi e quindi devono essere, con questi ultimi, ovviamente in un’alleanza evidente con l’unico partito che può produrre una sinistra contemporanea ed europea, il Pd. I cosiddetti centristi, moderati, termine difficilmente comprensibile perché la moderazione è un comportamento nel parlare, nel mangiare, nel vivere quotidiano, e quindi nella politica e se intelligente non può essere conservatore
perché significa non progredire, non riformare, dovranno venire con noi. Altrimenti andranno a destra e quindi saranno destrorsi chi più, chi meno, comunque disposti ad accettare le blasfemie sociopolitiche salviniane e meloniane. E l’obiettivo della sinistra italiana, del centro sinistra italiano, dell’unione veramente democratica italiana
ispirata alla Resistenza, alla nostra Costituzione, non può che essere l’unità europea che però deve escludere sovranisti e populisti che hanno storie, reazioni, comportamenti e visioni lontane dallo stato di diritto per noi insuperabile. E non capire che Trump – l’America del Sud resta comunque una controllata – vuole un’Europa occidentale debole e divisa con l’Inghilterra testa di ponte per diventarne il leader, e che Putin con le sue stupidaggini sul liberalismo – da non confondere con il liberismo violento ed aggressivo portatore della legge di selezione naturale in senso bestiale – vuole un’Europa orientale sovranista per ridiventarne il leader, è davvero
demenziale. Ai due confinanti si aggiunge la Cina che farà affari con entrambi allargando il proprio potere in Asia e in Africa. L’Europa, e quindi tutti noi, suddita e consumatrice della triade secondo una nuova Yalta non solo politica ed ideologica ma commerciale. Non ci resta che combattere per l’unità europea possibile e quindi per la libertà dei nostri paesi che hanno, nel bene e nel male, realizzato in maniera determinante l’evoluzione tecnico scientifica dell’umanità e costruito uno stato sociale di spessore kantiano. Ovviamente in Italia gli energumeni leghisti di ispirazione ormai fascistoide contemporanea, ai quali si aggiunge la volgare eredità nazi-fascio- repubblichina della “fiamma” Meloni, la prevalente vuotaggine grillina, unitamente alle nostre debolezze operative e strategiche, e Emanuele Macaluso le ha individuate tutte nella sua ultima intervista, sono obiettivamente un cancro per il nostro Paese.
Dobbiamo agire politicamente in maniera intelligente, e quindi insisto sulla qualità delle persone destinate alla comunicazione e da mandare in televisione, e sulla necessità di costituire un governo ombra anch’esso di grande qualità che, settore per settore, incalzi, con particolare riguardo alle idiozie salviniane già divise per tre rispetto alle fantomatiche promesse elettorali, il presunto governo in carica. E quindi dobbiamo sperare che una parte dei votanti rinsavisca e che l’astensione torni in campo per il centro sinistra che ha inserito questo Paese, prima e dopo la
tristezza inutile di Mani pulite, fra i sette paesi più importanti del mondo, altrimenti dovremo rassegnarci al nostro declino.

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