Un Lingotto che piacerebbe a Socrate

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Ecco come sarà la tre giorni torinese dove Renzi lancerà il suo programma congressuale

Un Lingotto che potrebbe piacere a Socrate, piuttosto che a Rousseau. Un luogo di discussione e di molti quid est? piuttosto che un pitch calato dall’alto.
Il puzzle del Lingotto si va componendo e a una settimana dalla tre giorni torinese dove Renzi lancerà il suo programma la notizia è che il programma non c’è. Non c’è un lancio chiuso, non ci sarà una proposta forte, un ultimate goal per stupire i media. Non compariranno slide e video. Insomma: il Lingotto non sarà la Leopolda. Somiglierà piuttosto a un’agorà dove le persone si interrogheranno a vicenda per comporre la mozione congressuale renziana.
Una convention orizzontale, dove nulla sarà calato dall’alto. Ci saranno i tavoli tematici, questo si, ma Tommaso Nannicini, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha spiegato oggi in una riunione alla Camera con i parlamentari che sostengono Renzi, il metodo non sarà quello di Chigi, anche se il punto di partenza è quanto realizzato dal governo  nei mille giorni e l’obiettivo finale è quello di  lanciare nuove idee per dare corpo a un futuro programma di governo.
Però niente slogan e molte discussioni, nessuno storytelling efficace ma una buona dose di ascolto. In cammino, dunque, perché l’impresa e l’intento è quello di costruire un percorso comune, che resti in perenne e continuo movimento.
I tavoli, che pure saranno organizzati secondo argomenti specifici, non saranno impegnati nel semplice ascolto ma si trasformeranno in veri e propri workshop: i gruppi di lavoro si concentreranno su una decina di temi, dal Sud, alla cultura, al lavoro. Nell’incontro con i parlamentari si è iniziato a discutere di alcuni dei temi che saranno sul tavolo, dalla proposta di Renzi di un lavoro di cittadinanza, al sostegno alle società che decidono di investire parte degli utili in ambiente e sociale. Fino, naturalmente, alle tasse e al tema dei privilegi dei parlamentari.
Ma l’idea forte del Lingotto è quella di ricomporre il puzzle rimettendo i pezzi uno accanto all’altro per realizzare una proposta che davvero parta dal basso. E magari per spiegare meglio i tasselli che sono rimasti a faccia in giù e farsi dire dalle persone che parteciperanno quali sono le tessere che mancano per completare il quadro.
I lavori inizieranno venerdì pomeriggio, il 10 marzo, e, tra seminari e sessioni plenarie, proseguiranno fino all’ora di pranzo della domenica, quando è previsto il discorso di chiusura di Renzi.

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