Un ministro dell’Interno ai limiti dell’eversione

Focus

La vicenda Sea Watch è solo l’ultima, ma forse la più emblematica. Non siamo in uno staterello dominato da un dittatorello, siamo in una democrazia giovane ma con radici Costituzionali solide

è esagerato essere preoccupati per i rischi che corre la democrazia italiana? E’ eccessivo lanciare qualche allarme per una erosione quotidiana – non carsica, ma conclamata e a volte spudorata – che subisce il sistema democratico del Paese? Le minacce sono diverse, ma le più pericolose sono quelle che vengono dal capo della Lega, Salvini. La vicenda Sea Watch è solo l’ultima, ma forse la più emblematica. Salvini si è reso responsabile non soltanto dell’unico gravissimo reato verificatosi a Lampedusa nei giorni scorsi – quello di disumanità – ma ha compiuto atti e pronunciato parole ai limiti dell’eversione. Non crediamo di esagerare. Riflettiamo. Nel silenzio complice del Ministro della Giustizia, Salvini ha “spiccato” via tweet mandati di arresto che spettano a magistrati.
Sempre via social ha pronunciato lui sentenze definitive (naturalmente di condanna ed immediatamente eseguibili) per la Capitana Carola Rackete e l’equipaggio. E quando un Gip decide di capovolgere e smontare l’ipotesi accusatoria di una Procura (in uno Stato di Diritto accade), e di dichiarare libera e liberata una donna già di suo libera e coraggiosa, Salvini attacca quel giudice e lo fa ai limiti del dileggio. Una sequenza impressionante, da non sottovalutare. Una sequenza che si inserisce  in vicende dello stesso segno: gli attacchi ai magistrati liguri che indagavano (e condannavano) la Lega per i 49 milioni sottratti; gli attacchi ai magistrati che lo indagavano per le sue responsabilità – anche penali – sul caso Diciotti. Vicenda sulla quale si è reso responsabile di un altro incredibile episodio: quello di un Ministro ( dell’Interno !) che scappa, che si sottrae al processo, con la complicità degli alleati di 5 Stelle che, vendendo per l’ennesima volta l’anima, lo aiutano nella fuga.
Fermiamo un attimo l’immagine. Ravvolgiamo il nastro: non siamo in uno staterello dominato da un dittatorello, siamo in una democrazia giovane ma con radici Costituzionali solide. E vediamo un ministro in felpa che spicca mandati di cattura (a proposito, a quando quelli per i latitanti ‘ndranghetisti a Dubai?), che attacca i magistrati che applicano le leggi, che viola le leggi ma sfugge ai processi. Che altro deve accadere per denunciare i rischi che il sistema democratico corre? In verità si attaccano  – per delegittimarli –  caposaldi di questo sistema: la separazione dei poteri; il principio dell’uguaglianza per tutti della legge; il diritto alla difesa; la presunzione di innocenza…. Sì, non è esagerato dire che Salvini, nel suo piccolo ma con il suo potere, sta applicando sul campo il manifesto contro le democrazie liberali consegnato da Vladimir Putin al Financial Times qualche giorno fa. Una sorta di via salviniana ad una democratura in felpa, che fa pendant con un’altra applicazione sul campo delle strategie putiniane (in questo caso anche trumpiane) praticata da salvini: quella dell’indebolimento e della frantumazione dell’identità europea.
C’è quanto basta, insomma, per essere allarmati: c’è stata una coerenza di fondo in questo anno di governo gialloverde a trazione Salvini.
A un cinismo di governo che cavalca e amplifica le paure, a messaggi pericolosi come “armatevi e difendetevi da soli”, all’incitamento all’odio dei “penultimi contro gli ultimi”; agli attacchi ad ogni forma di coesione sociale civile e matura; agli attacchi fascistoidi a personalità avversarie, agli ammiccamenti con gruppi e forze che si richiamano alla destra estrema, si aggiunge oggi questo salto di qualità.
Dobbiamo reagire, anche e proprio perché questo attacco all’indipendenza della magistratura cade in un momento di forte debolezza ed autodelegittimazione di questo potere. E difenderne l’autonomia significa, per noi, favorire anche radicali cambiamenti del suo modo di essere e di esercitare, raccogliendo quell’appello forte, alto ed urgente del Presidente Mattarella, che ha invitato la stessa Magistratura ad utilizzare tutti gli anticorpi in suo possesso per recuperare prestigio, credibilità e voltare pagina.

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