Francesco Boccia: “Primo, rivedere le politiche sociali”

Focus

Francesco Boccia, candidato alla segreteria del Pd, il 15 Dicembre presenterà alle Officine Farneto la propria visione politica

Lavoro, scuola e ambiente. Sono i tre pilastri che Francesco Boccia, deputato del Pd e membro della commissione Bilancio di cui è stato a lungo presidente, mette al centro della piattaforma politica con cui si candida a guidare i democratici. Ieri è stato il primo a presentare le firme per formalizzare la candidatura congressuale.

“Finalmente si parte. Sappiamo chi sono i candidati, ma ora è il momento di spiegare bene cosa deve essere il Pd” dice Boccia, spiegando i particolari del suo progetto politico.

 Il 15 dicembre presenterà a Roma, alle Officine Farneto, la propria visione. In cosa il Pd deve cambiare?

“Mi auguro che il Pd si liberi degli apparati che lo hanno appesantito in questi anni. Il partito deve essere una cerniera, che serve non per entrare nelle istituzioni, ma per legare le istituzioni e i luoghi del bisogno, le periferie e le fasce più deboli della popolazione. La verità è che Il Pd non assolve a questa funzione da tempo”.

Quali sono le priorità per far ripartire il Paese?

“Innanzitutto vorrei riscrivere completamente il Jobs act  e vorrei cancellare il decreto Di Maio. Sono state due scelte profondamente sbagliate. L’ho detto in Parlamento, l’ho detto in Direzione e ora lo ripeto da candidato. Sogno un manifesto sul lavoro che possa mettere insieme esigenze profondamente diverse. I lavoratori espulsi dalle fabbriche tradizionali e gli sviluppatori, i ciclorider  e i ragazzi che lavorano per Amazon, i giovani talenti e quelli non scolarizzati. Ecco, sogno di rimettere le mani in questo magma. Partendo da una nuova concertazione con le parti sociali”.

Una rottura forte col passato che coinvolge anche l’istruzione?

“Si, serve una rottura netta con le politiche che il Pd ha portato avanti in questi anni. E anche su questo, mi spiace sono profondamente critico sul lavoro svolto. Voglio archiviare la buona scuola e costruire le basi per una scuola a tempo pieno da nord a sud. Per farlo dobbiamo essere pianamente convinti su un punto”.

Quale?

“Il modello di ridistribuzione della ricchezza deve essere il centro della nostra fiscalità. Altro che Imu. Servono mille euro a studente dalle elementari alle superiori. Per fare in modo che siano le scuole a pagare mensa, trasporti e libri degli scolari. E infine l’ambiente. Su questo presenteremo una proposta concreta per contrastare il consumo di suolo. Ci deve essere un meccanismo che premia le aziende virtuose che abbassano i livelli di Co2 e crea dei deterrenti per chi inquina”.

L’obiettivo mi sembra sia cambiare pagina rispetto alla gestione del partito degli ultimi anni.

“Spero che sia un congresso che si basa sul confronto, anche serrato, ma vero. Ho sempre detto ciò che pensavo, oggi lo ribadisco. I circoli devono tornare ad essere aperti. E archiviare per sempre gli apparati che ci hanno snaturato”.

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