Un tempo era bello essere bambini a Napoli

Focus

Serve davvero un esercito di legalità, con il giusto mix tra prevenzione e repressione

I figlie so’ piezz’ ‘e core, cantava Mario Merola molti anni fa. Oggi non è più così.
Noemi non è la prima bambina ad essere colpita a Napoli dalla camorra; si contano 15 bambini vittime della criminalità. E’ un fatto straordinariamente  grave e andrebbe posto all’attenzione di qualsiasi ministro dell’Interno. Mi auguro che il ministro Salvini si renda conto che il pericolo per il nostro Paese non sono i migranti ma le mafie e la criminalità.
Un tempo, essere bambini a Napoli era bello, oggi è diventato sempre più pericoloso.
Come non ricordare l’immagine dello zainetto del bimbo scampato per miracolo all’omicidio in cui ha perso la vita suo nonno al Rione Villa meno di un mese fa? Non è un’immagine qualunque. Ricorda quella di 22 anni fa a Salita Arenella, quando fu uccisa Silvia Ruotolo. In quella circostanza, solo per un caso fortuito non perse la vita anche suo figlio Francesco, che all’epoca aveva appena 5 anni.
Sono mesi che stiamo denunciando l’aumentare del fenomeno mafioso, specie tra i ragazzi. Basta con lo scambio di accuse, basta proclami. Basta promesse. Si intervenga con repressione e prevenzione.
Già tre mesi fa, a seguito dei raid compiuti ai danni delle pizzerie del centro storico di Napoli e dei commercianti di Afragola vessati dal racket, abbiamo sottoposto la delicata piaga della criminalità organizzata all’attenzione del ministro dell’Interno attraverso un’apposita interrogazione. Abbiamo chiesto, e continuiamo a farlo, interventi strutturali, che non rispondano alla logica di uno spot o di un tweet. Non basta, come ci è stato risposto, aumentare la dotazione delle forze dell’ordine. E’ importante, è certamente necessario, ma non basta. E poi, dove sono gli agenti promessi da Salvini?
Agli annunci devono seguire i fatti. Occorre una giusta combinazione tra attività di intelligence e prevenzione.
Si rimettano di nuovo a disposizione dei giovani i 100 milioni del bonus cultura tagliati dal governo per le coperture del decreto crescita.
Mi aspetto che adesso il ministro dell’Interno attivi le migliori menti investigative per dare una risposta seria, concreta alla criminalità. Servono telecamere e scuole aperte tutto il giorno, fino alle 20, servono insegnanti, servono asili nido, serve lavoro. Non possiamo consentirci che l’infanzia sia violata in maniera così pervasiva dal crimine.
Certamente il ministro Salvini avrà letto le parole del procuratore nazionale antimafia: “Non basta mandare più agenti. Dal Viminale in giù, serve la risposta dello Stato centrale. Il ministro, il capo della Polizia e della Finanza vengano qui ogni mese”.
Ecco, è questo che ci aspettiamo oggi, adesso.
Questo vorremmo che dicesse oggi solennemente il ministro davanti a Noemi attaccata al respiratore che sta provando a far ripartire i suoi polmoni straziati da un proiettile che li ha attraversati entrambi, dopo aver distrutto mezza scapola e un pezzo di vertebra dorsale.
Serve davvero un esercito di legalità, con il giusto mix tra prevenzione e repressione. E che la lotta alle mafie diventi realmente una priorità assoluta dell’azione politica. Prima che sia inesorabilmente tardi.
Perché per noi  i figli so sempre  piezz e’ core .

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