La legge un anno dopo. Cirinnà: “La rivoluzione culturale passa per la normalità”

Focus

Lo Giudice: “L’obiettivo ora è il matrimonio egualitario”

Esattamente un anno fa, la senatrice Monica Cirinnà tornava a respirare, dopo mesi di lotte in Senato per arrivare all’approvazione della legge sulle unioni civili. Esattamente un anno fa la legge arrivava all’approvazione definitiva, anche se orfana della parte sulla stepchild adoption, cioè quella relativa all’adozione dei figli del partner all’interno della coppia omosessuale.

“Non tutto è stato fatto, non tutto è andato come volevamo, ma abbiamo affermato due concetti importanti: l’uguaglianza e la pari dignità sociale. Il legislatore ha fatto ciò che poteva fare, ora il lavoro è tutto culturale, sociale e soprattutto di comunicazione“. Proprio perché la comunicazione è fondamentale è stata organizzata una conferenza stampa oggi in Senato. Proprio perché la comunicazione è importante, Cirinnà è tornata sulla questione del numero delle unioni civili registrate in questi otto mesi di legge applicata (la legge compie “un anno parlamentare” come ha detto la senatrice dem; i decreti attuativi della legge sono diventati effettivi molto più avanti rispetto all’11 maggio e le prime unioni civili sono si sono tenute ad agosto). E tornando a rispondere a chi parla di “flop”, Cirinnà dice: “Ogni vita è una vita, ogni coppia è una coppia, ogni amore è un amore, non sono numeri“. La normalità. Perché è da lì – sottolinea la senatrice dem – che passa la rivoluzione culturale che serve a questo Paese.

Una rivoluzione che è iniziata con la legge sulle unioni civili ma che deve continuare affrontando il tema della genitorialità, sottolinea il ministro della Giustizia Andrea Orlando che ha ricordato come “un’ala clericale dei cinquestelle o ala pestastellata dei clericali” abbia di fatto impedito alla legge di arrivare all’approvazione con la stepchild adoption. “Questo della genitorialità è un obiettivo che non possiamo lasciar cadere nel vuoto”, insiste Orlando: “Ci deve essere un’inziativa politica e legislativa su questo“.

“L’obiettivo è il matrimonio egualitario, e la legge sulle unioni civili rappresenta un primo passo verso l’uguaglianza tra omosessuali ed eterosessuali” ha ricordato il senatore Sergio Lo Giudice. In ogni caso, la registrazione delle unioni civili sta funzionando bene: “A parte i casi di un paio di sindaci leghisti (che abbiamo portato in tribunale) che continuano ad applicare condizioni di diseguaglianza per esempio rifiutandosi di mettere la fascia tricolore o riservando luoghi o date particolari per le unioni civili – ha spiegato Lo Giudice -, la normalità delle celebrazioni è diventata quella del matrimonio per cui le coppie stanno celebrando le unioni nelle sale principali di tutti i municipi e con tutti i crismi”.

E riguardo ai numeri, quelli italiani diffusi dall’Istat sono perfettamente in linea con quelli degli altri Paesi europei. “Se consideriamo che in Germania ci sono 20 milioni di abitanti in più rispetto all’Italia – ha evidenziato il deputato Alessandro Zanchi – nel primo anno ha visto 4000 unioni civili e in dieci anni si è arrivati a 68 mila”. Ma mentre i numeri tornano, quello che manca in Italia sono delle politiche che affrontino il tema dell’omofobia, anche a causa di partiti “populisti come il Movimento 5 stelle e la Lega – ha aggiunto Zanchi – la cui argomentazione è che ci sono ‘altre priorità’. Ecco perché populismi sono fortemente omofobi perché cercano di uniformare la società sempre con gli stessi schemi” e a Roma l’attuale sindaca ha ascritto la questione dei diritti civili a “tema marginale” a differenza di capitali come “Parigi e Berlino in cui la questione alla lotta della transfobia e dell’omofobia fanno parte della politica della città“, ha ricordato il deputato pd.

“Una legge che si iscrive in una stagione importante per i diritti civili”, una stagione che proseguirà con “nuove battaglie per la legge sulla cittadinanza e sul testamento biologico. Anche nella fase finale della legislatura, portare avanti queste battaglie è un modo per concluderla degnamente”, ha detto il capogruppo pd in Senato Luigi Zanda.

“Una stagione fuori stagione – ha aggiunto il ministro Orlando – Stiamo facendo dei passi avanti in un mondo che sta facendo dei passi indietro molto gravi; le notizie dalla Cecenia e dalla Russia suscitano grande preoccupazione“, come la notizia dell’italiano, attivista per i diritti gay, fermato a Mosca. Su molti dei temi relativi alla comunità lgbt “è stata determinante la Corte europea dei diritti dell’uomo: l’affermazione di certi diritti – ha ricordato Orlando – c’è stata perché esisteva un soggetto sovraordinato come la Corte di Strasburgo. Mi preoccupa il fatto che questa istituzione è sempre più spesso messa in discussione”.

 


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