Missili su Damasco, Trump esulta. Putin: “Un’aggressione”. Gli Usa pronti a colpire ancora

Focus

Attacco coordinato di Stati Uniti, Francia e Regno Unito. Mosca reagisce: “Washington e i suoi alleati hanno ignorato rompono relazioni internazionali”

Stati Uniti, Francia e Regno Unito hanno attaccato tre obiettivi militari in Siria. L’intervento congiunto è stato disposto in segno di ritorsione per l’attacco chimico compiuto il 7 aprile a Douma, dal regime del presidente Bashar al-Assad. Per ora si è trattato di una ‘one night operation’, un’operazione unica durata poco più di un’ora, con tre obiettivi principali: un sito di ricerca a Damasco, sospettato di essere legato alla produzione di armi chimiche e biologiche, un deposito di armi chimiche a ovest della città di Homs, più a nord, ed una importante postazione militare del regime siriano, sempre vicino a Homs.

L’attacco è stato annunciato da un discorso del presidente americano Donald Trump, che poi nel primo pomeriggio italiano ha sancito la chiusura della operazioni con un tweet in cui ha parlato di “missione compita”.

Il primo ministro britannico Theresa May e il presidente francese Emmanuel Macron hanno spiegato così la loro partecipazione all’intervento militare. “Non c’erano alternative praticabili all’uso della forza – ha detto la May – per degradare e dissuadere dal ricorso alle armi chimiche il regime siriano”. E Macron: “La linea rossa fissata dalla Francia a maggio del 2017 è stata superata“. Ha spiegato il segretario alla Difesa James Mattis: “Lo scorso anno il regime di Assad non ha compreso bene il messaggio”, riferendosi al precedente attacco militare Usa in Siria dell’aprile 2017: “Così questa volta abbiamo colpito in maniera più dura insieme ai nostri alleati. E se Assad e i suoi generali assassini dovessero perpetrare un altro attacco con armi chimiche, dovranno rispondere ancora di più alle loro responsabilità”.

La Russia, seppur avvertita in anticipo della pioggia di missili (circa 120, molti intercettati dalla contraerea di Damasco) che stavano per cadere sulla Siria, ha fatto sapere che l’attacco, seppur limitato e circoscritto, “non resterà senza conseguenze“. Per il presidente russo Vladimir Putin l’attacco occidentale in Siria senza un mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu è una violazione del diritto internazionale.

Anche l’altro alleato storico di Assad, l’Iran, condanna “fermamente” l’azione militare: “Gli Stati Uniti e i loro alleati, senza alcuna prova e anche prima di una posizione dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), hanno condotto questa azione militare contro la Siria e sono responsabili delle conseguenze regionali di questa azione avventurosa”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri. Si sfila invece la Turchia di Erdogan, che parla di “attacco appropriato“.

“L’Unione Europea ribadisce che non può esserci altra soluzione, se non politica, al conflitto siriano”. Lo afferma Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri, dopo i raid condotti in Siria da Stati Uniti, Francia e Regno Unito. “Abbiamo un obiettivo comune nella prevenzione di ogni escalation di violenza che potrebbe trasformare la crisi siriana in un più ampio conflitto regionale, con conseguenze incalcolabili per il Medio Oriente e per il mondo intero”, aggiunge in una nota. “L’Unione Europea fa appello a tutti i paesi, in particolare Russia e Iran, affinché usino la loro influenza per evitare ogni ulteriore impiego di armi chimiche, in particolare da parte del regime siriano”, si legge in un altro passaggio. L’Unione, inoltre, “sostiene la partnership internazionale contro l’impunità per l’uso di armi chimiche”.

 

 

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