Il ministro Savona indagato per usura bancaria. E Di Maio sapeva

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La Procura di Campobasso ha indagato tutti i vertici di UniCredit dal 2005 fino al 2013 tra cui Alessandro Profumo e Fabio Gallia

C’e’ anche il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, tra gli indagati a Campobasso per usura bancaria in un’inchiesta aperta dalla pm Rossana Venditti. A dare per primo la notizia è stato il giornale locale “Il quotidiano del Molise“.

La Procura di Campobasso ha indagato tutti i vertici di UniCredit dal 2005 fino al 2013 per usura bancaria. Oltre a Savona, secondo il quotidiano, risultano indagati anche Alessandro Profumo, oggi amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica e Fabio Gallia, oggi amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti.

L’iscrizione del ministro e degli altri ex vertici di Unicredit nel registro degli indagati della procura di Campobasso è diventato pubblico con la richiesta di proroga indagini inviata in data di ieri dalla pm molisana al Gip che ora dovrà decidere se accordare la richiesta di tempi supplementari. Sono dunque passati almeno sei mesi dall’inizio dell’inchiesta. Mentre non è dato sapere a quando risale l’iscrizione di Savona: se prima o dopo il suo giuramento da ministro,

“L’iscrizione nel registro notizie di reato di tutti i soggetti (direttori di filiali, presidenti dei consigli di amministrazione ed amministratori delegati degli istituti di credito interessati, succedutisi nel tempo rispetto al periodo oggetto di contestazione – ed individuati in numero di 22 dalla polizia giudiziaria delegata per le indagini), astrattamente responsabili del reato denunciato, costituisce atto dovuto a garanzia degli indagati – sottolinea il procuratore di Campobasso Nicola D’Angelo – Trattasi infatti di adempimento volto ad evitare che la condotta di taluno sia oggetto di indagine da parte della procura della Repubblica per un periodo di tempo indeterminato e senza un controllo giurisdizionale sull’attività in corso, così come invece imposto dal codice di rito”. “Le indagini, tuttora nella fase preliminare, sono volte – prosegue il procuratore -come per legge, a verificare sia l’effettiva configurabilità del reato prospettato in denuncia sia, in caso affermativo, le posizioni e le condotte dei singoli soggetti astrattamente coinvolti”.

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