Così il Molise ha detto no all’autocertificazione

Focus

Mentre l’esecutivo va avanti con l’autocertificazione, il Consiglio regionale approva la proposta del Pd per applicare la legge Lorenzin

Ieri in Molise è suonata la prima campanella del nuovo anno scolastico ed io ho accompagnato i miei due gemelli per il loro primo giorno di scuola. L’ho fatto con l’emozione di una mamma e con l’orgoglio di aver contribuito a riportare chiarezza su una questione, quella dei vaccini, sulla quale, negli ultimi mesi, il governo nazionale è stato capace di generare solo incertezza e timori.

Nell’ultima seduta del Consiglio regionale, dove in opposizione rappresento il Partito democratico insieme al consigliere Vittorino Facciolla, è stata approvata – con il voto favorevole della maggioranza di centrodestra, ma con quello contrario dei Cinque Stelle – la nostra proposta di legge che fa finalmente chiarezza sui vaccini, stabilendo in modo inequivocabile che in Molise la legge nazionale Lorenzin, che ha previsto l’obbligo vaccinale e la relativa certificazione, venga da subito applicata, senza dilazioni ulteriori o atti sostitutivi.

Una certezza innanzitutto per i dirigenti scolastici, che si erano chiesti quale valore potesse avere la circolare del ministro della Salute Grillo in contrasto a una legge dello Stato. Una sicurezza per tutti gli studenti molisani e per le famiglie dei ragazzi immunodepressi, che restituisce tranquillità all’intero mondo scolastico.

In Molise, tra le prime regioni d’Italia ad aver statuito l’obbligo legislativo, si entra a scuola solo se vaccinati, senza possibilità di iscriversi e frequentare sulla scorta di una semplice autocertificazione. Si è dovuta fare una legge regionale perché la confusione originata a Roma è tutt’ora enorme.

Si attende un emendamento alla bozza del decreto Milleproroghe e non si sa neanche bene quale, essendosene susseguiti diversi, inclusa la proposta dell’obbligo-flessibile, che già solo a sentirsi crea confusione. E speriamo che non venga mai dato seguito ad una modifica legislativa che mette a rischio le statuizioni regionali sul tema.

Perché questa è stata una brutta pagina della nostra storia, che il Molise si lascia alle spalle grazie al lavoro del Partito democratico, che dalla regione più piccola d’Italia fissa un punto fondamentale per la salute pubblica: vaccinarsi è obbligatorio.
Ed il nostro impegno non si fermerà, perché siamo già a lavoro per elaborare le norme attuative per ampliare informazione, sensibilizzazione, per rafforzare il coinvolgimento dei pediatri e la vaccinovigilanza.

Un risultato importantissimo, che acquista ancora più valore perché ottenuto dai banchi della minoranza in Consiglio regionale, che pone il Molise all’avanguardia nazionale, insieme a poche altre regioni che come noi hanno avuto a cuore la salute dei nostri studenti, dei nostri figli e di tutta la nostra comunità.

Perché, come ha ricordato anche il presidente della Repubblica Mattarella, non possiamo diffidare della scienza. E chi lo fa, magari pensando di superarla con un’autocertificazione per fare contento lo sparuto drappello dei no vax, sbaglia.

E questo è il miglior modo di iniziare il nuovo anno scolastico. In bocca al lupo ragazzi, studiate sodo e realizzate tutti i vostri sogni.

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