Vaccini, Fornero, Niger: un governo di centrodestra sarebbe già caduto 3 volte

Elezioni

Ogni giorno è lite fra Berlusconi e Salvini

Se volete avere un’idea di quello che succederebbe dopo un’eventuale vittoria del centrodestra vi basta leggere le notizie di queste ore. Praticamente su tutto, Forza Itala e Lega si dividono.

Rattoppata la situazione in Lombardia, dopo che fra Berlusconi e Salvini ieri sera si era arrivati quasi alla rottura sul post-Maroni, ma persistendo le differenze sul futuro della legge Fornero (Berlusconi vuole correggerla, Salvini abolirla tout court), oggi è scoppiato un altro caso ben più grave, perché  riguarda davvero la vita dei cittadini: i vaccini.

Come abbiamo spiegato qui, oggi si è avuta la conferma di un Salvini che dietro un’apparente libertà di scelta in realtà non esita ad attaccare una fondamentale realizzazione dei governi di centrosinistra, la vaccinazione obbligatoria (votata a suo tempo anche da Forza Italia). Una posizione antiscientifica che il capo di Forza Italia ha bocciato.

Ed è ovviamente secca anche la replica della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin: “L’Italia va vaccinata dagli incompetenti. La posizione di Salvini e di altri massimi esponenti della Lega che oggi dichiarano come primo provvedimento di voler abolire l’obbligatorietà vaccinale, è uguale a quella del Movimento 5 stelle. La Lega gioca per qualche voto in più sulla salute degli italiani, sulla salute dei nostri figli”.

Sul Jobs Act invece Berlusconi ha fatto tutto da solo. In mattinata ha detto di volerlo abolire, poi il suo partito ha diramato una nota per minimizzare parlando di correzioni. Un disastro comunicativo.

Immaginiamoci cosa sarebbe successo se questi fossero al governo… La verità è che le posizione più retrive della Lega incontrano l’opposizione del principale alleato e questo braccio di ferro fra Berlusconi e Salvini è destinato ad essere permanente. Con l’emarginazione di fatto del partitino di Giorgia Meloni, schiacciato fra i due grossi calibri. Avendo lei scelto una linea “lepenista” e dunque filo-leghista, si trova nell’impossibilità di svolgere un ruolo autonomo, magari di mediazione, fra Fi e Lega. Di qui l’inevitabile silenzio.

Così è anche sull’Europa – e sull’euro – con un partito “merkeliano” e un altro “orbaniano-lepenista” oppure su una questione specifica dell’agenda della politica internazionale, la missione in Niger. 

Su questo impegno italiano la Camera voterà il 17 gennaio. Un voto che vedrà Forza Italia favorevole alla missione e la Lega contraria. Un voto importante che sarà espresso in Aula e non in Commissione, probabilmente l’ultimo voto di questa legislatura. Ora, se ci fosse un governo di centrodestra, cadrebbe. Questa è la realtà di un’alleanza che è solo di facciata.

 

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