La legge sui vaccini funziona, non torniamo indietro

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Alla luce dei risultati raggiunti dopo il primo anno dell’entrata in vigore di questa legge sarebbe davvero inconcepibile e pericoloso fare dei passi indietro

Finalmente l’Italia ha superato quell’ inutile e dannoso federalismo vaccinale per cui ogni Regione aveva la sua politica e decideva quali vaccini offrire gratuitamente e quali a pagamento. Con il risultato che un bambino di Napoli fosse vaccinato per il meningococco e uno di Bergamo no.

Finalmente il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-19 amplia il ventaglio delle vaccinazioni obbligatorie, aggiungendone sei, rendendo l’offerta più uniforme e omogenea su tutto il territorio nazionale garantendo così a tutti i cittadini il diritto alla salute come previsto dalla nostra costituzione.

Le coperture vaccinali che ci danno informazioni sulla reale percentuale di bambini vaccinati e rappresentano la effettiva valutazione dell’efficienza del sistema, avevano subito un preoccupante calo tra il 2013 e il 2016 scendendo ben al di sotto del 95% di copertura che è la soglia minima da raggiungere come raccomandato dall’OMS per limitare la circolazione dei virus e dei batteri nella popolazione generale e ottenere così la protezione non solo dei soggetti vaccinati ma anche di quella fetta di popolazione più vulnerabile (anziani, donne incinte) o che per motivi di salite non può essere sottoposta alla vaccinazione.

In particolare, per la scarsa copertura vaccinale nei confronti del morbillo, nel corso del 2017 nel nostro Paese c’ è stata una estesa epidemia di morbillo, che ha causato quasi 5.000 casi, di cui oltre 300 tra operatori sanitari, con 4 decessi (rapporto ISS n.37 gennaio 2018).

Con l’approvazione del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, che ha stabilito un unico calendario con 10 vaccinazioni obbligatorie, ( rendendo praticamente obbligatorie le vaccinazioni fino ad allora consigliate dalle società scientifiche e già presenti nel calendario dal 1999) le coperture vaccinali per tutte le vaccinazioni e su tutto il territorio nazionale hanno raggiunto una copertura molto vicina al 95%.

In sostanza l’obbligo vaccinale, come ci dice l’ISS, ha dato risultati estremamente positivi. In particolare segnaliamo:

  •  La copertura nazionale a 24 mesi (relativa ai bambini nati nel 2015) nei confronti della polio (usata come proxi per le vaccinazioni contenute nell’esavalente) si avvicina al 95% (94,54%) guadagnando un +1,21% rispetto al 2016, e con 11 regioni che superano il 95%; l’aumento è ancora più marcato nel caso della copertura per la prima dose di vaccino contro
    il morbillo, che arriva al 91,68%, con un +4,42% rispetto all’anno precedente, con una regione che supera il 95% e altre due che vi si avvicinano.
  • Aumentano anche le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie, come anti-pneumococcica (88,4% nel 2016
    vs 90,84% nel 2017) e anti-meningococcica C (80,7% nel 2016 vs 83,06% nel 2017) È necessario proseguire l’impegno per migliorare l’offerta e l’accesso ai servizi su tutto il territorio nazionale, soprattutto nei quartieri a rischio psicosociale, dove più alta è l’evasione vaccinale. Inoltre non di meno semmai è necessario prevedere una campagna vaccinale anche per gli operatori sanitari.

Sarà necessario continuare a monitorare gli eventuali eventi avversi, benché tutta la comunità scientifica ritiene le vaccinazioni
sicure, necessarie ed efficaci, e soprattutto rispondere con chiarezza a tutte le istanze e ai dubbi della popolazione sull’efficacia e sulla sicurezza dei vaccini.

Bisogna garantire a tutti un’ informazione chiara, indipendente e trasparente ma soprattutto libera da conflitti di interessi. Vale la pena ribadire che le evidenze scientifiche sui benefici delle vaccinazioni sono travolgenti. Vaccinare è tra gli interventi più efficaci per promuovere la salute collettiva, e con il migliore rapporto costo/efficacia in assoluto. In tutto il mondo i vaccini hanno debellato malattie mortali, salvato vite e migliorato la salute.

Il fenomeno della esitazione vaccinale, come lo definisce l’OMS, va capito nelle sue sfaccettature e affrontato adeguatamente,
consapevoli che il problema non è circoscritto a una regione specifica o a un sottogruppo definito di popolazione.

Nel 2012 l’assemblea mondiale ha approvato il Piano di azione globale dell’OMS sulle vaccinazioni, dove si afferma che è necessario che gli individui e le comunità comprendano il valore delle vaccinazioni e richiedano la vaccinazione come diritto e come responsabilità.

Pertanto alla luce dei risultati raggiunti dopo il primo anno dell’entrata in vigore di questa legge sarebbe davvero inconcepibile e
pericoloso fare dei passi indietro.

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