Gli italiani cambiano idea sui vaccini (in barba ai no vax)

Focus

Negli ultimi due anni la quota di quanti ritengono che tutte le vaccinazioni dovrebbero essere obbligatorie è cresciuta di 24 punti percentuali

Sembrava una missione impossibile e invece parlare, scontrarsi e dibattere ha portato a far comprendere realmente di cosa si stesse discutendo. E così un sondaggio dell’Osservatorio Scienza Tecnologia e Società, coordinato da Barbara Saracino per Observa Science in Society ha dimostrato che conoscere aiuta a sconfiggere i pregiudizi.

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Si legge su Repubblica: “I dati evidenziano infatti un cambiamento significativo negli atteggiamenti rispetto alle precedenti rilevazioni. In precedenza più della metà degli italiani riteneva che solo un numero limitato di vaccinazioni dovesse essere obbligatorio, lasciando al singolo di decidere sulle altre, e quasi un italiano su cinque era contrario ad ogni tipo di vaccinazione. A seguito dell’ampio dibattito pubblico di questi mesi e del decreto legislativo dello scorso luglio che ha reso obbligatorie una serie di vaccinazioni tra i minori, la quota di quanti ritengono che tutte le vaccinazioni dovrebbero essere obbligatorie è cresciuta di 24 punti percentuali, attestandosi al 47%. Restano contrari ad ogni tipo di vaccinazione l’8% degli italiani, una quota più che dimezzata rispetto al passato (19%). Il 44% degli italiani ritiene che l’obbligo debba essere limitato solo ad alcune vaccinazioni, lasciando al singolo cittadino di decidere sulle altre; anche in questo caso c’è stata una diminuzione significativa rispetto al precedente 57%”.

Una vittoria, insomma. Ne è convinto Roberto Burioni che sull’argomento si è speso moltissimo, sui social e non solo: “Il vento è cambiato. Ne avevo da tempo la sensazione, ora arrivano i numeri”.

“Nell’estate del 2015 la rete era territorio esclusivo dei somari antivaccinisti. Poi – nell’autunno – qualcosa è cambiato: la petizione di Alice Pignatti e in seguito le mamme appassionate ed esperte di IoVaccino, le voci ferme e autorevoli di scienziati come Pier Luigi LopalcoGuido SilvestriAndrea Cossarizza e – meno bravo di loro – anche di chi scrive che hanno costituito un sicuro riferimento in rete ed hanno sostiuito le parole fleblili dei “divulgatori professionisti” che da anni operavano e sotto gli occhi impotenti dei quali si era potuta verificare questa pericolosissima deriva; non ultimo un presidente dell’Istituto Superiore di Sanità come Walter Ricciardi. Infine, una legge coraggiosa (complimenti a tutti i parlamentari che l’hanno votata) che, pur non essendo perfetta, ha avuto il merito di fare capire senza se e senza ma da che parte sta lo Stato: con la scienza e non con la superstizione”. 

Burioni conclude: “Lo so che ci sono alcuni che sostengono che internet è fatto di bolle impenetrabili e che smentire le bufale è inutile. A questi signori vorrei fare notare che le bolle saranno impenetrabili quanto volete e al loro interno ci si può pure convincere che gli asini volano, ma poi quando si esce dalla bolla e si racconta la scemenza agli amici può pure accadere che questi ti ricoprano di pernacchie, dalle quali la bolla non difende”.

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