A cosa si va incontro se non si è in regola con le vaccinazioni

Focus

L’Istituto Superiore di Sanità dice che le vaccinazioni, grazie al decreto Lorenzin, sono aumentate: “Questo era l’obiettivo, non punire i genitori inadempienti”

Lunedì di verifiche nelle scuole. Non stiamo parlando di compiti, ma di vaccini. Infatti i dirigenti scolastici dovranno verificare che tutti i bambini siano in regola con il piano previsto dal decreto Lorenzin approvato a fine luglio o che i genitori abbiano l’appuntamento fissato alla Asl.

I bambini da 0 a 6 anni non ancora in regola non potranno entrare a scuola, mentre per i genitori dei bambini dai 7 ai 16 anni scatteranno le multe, da 100 a 500 euro a seconda del numero di vaccinazioni mancanti.

Ovviamente il minore non in regola con gli adempimenti vaccinali ed escluso dall’accesso ai servizi rimarrà comunque iscritto al nido o alla scuola per l’infanzia e sarà nuovamente ammesso una volta che sarà presentata la documentazione in regola.

I vaccini obbligatori per andare a scuola

Sei fanno parte dell’esavalente composto da anti-poliomelitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti Haemophilus influenzae tipo B a partire dal terzo mese. Seguono quelle contro morbillo, parotite, rosolia e varicella che vanno fatte dopo l’anno di età. Ovviamente anche tutti i richiami dei vaccini sono obbligatori.

Ci sono però delle differenze nelle obbligatorietà che dipendono dall’anno di nascita del bambino. I dieci vaccini sono obbligatori per i nati nel 2017. Per i nati negli anni dal 2001 al 2011 sono obbligatori l’anti-epatite B, l’anti-tetano, l’anti-poliomielite, l’anti-difterite, l’anti-pertosse, l’antimorbillo, l’anti-rosolia, l’anti-parotite e l’anti-Haemophilus influenzae di tipo B. I vaccini obbligatori per nati dal 2012 al 2016 sono l’antiepatite B, l’anti-tetano, l’anti-poliomielite, l’anti-difterite, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, l’anti-morbillo, l’anti-rosolia e l’anti-parotite.

I documenti per l’accesso a scuola

Il ministero ha stabilito che la richiesta e l’appuntamento per la vaccinazione potrà essere effettuata anche telefonicamente o tramite posta elettronica ordinaria o certificata alla Asl della regione di appartenenza oppure inviando una raccomandata con avviso di ricevimento. Come si legge nella circolare del ministero della Salute e del Miur, solo per l’anno scolastico 2017/2018, in alternativa alla presentazione della copia della formale richiesta di vaccinazione si potrà autocertificare di aver richiesto alla Asl di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate.

Le differenze da regione a regione

In dieci regioni – Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Marche, Liguria, Lazio, Valle d’Aosta, Sicilia – e nelle due province autonome di Bolzano e Trento (dove l’anagrafe vaccinale è informatizzata) è prevista una procedura semplificata, e saranno le Asl a comunicare direttamente con le scuole: non ci sarà bisogno che il genitore presenti la documentazione.

In caso di inadempienza da parte delle famiglie, i dirigenti scolastici, entro il 20 marzo, inviteranno per iscritto i genitori “a depositare, entro dieci giorni dalla ricezione della predetta comunicazione, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale”.

Entro il 30 aprile, gli stessi dirigenti scolastici trasmetteranno la documentazione fornita dai genitori o comunicheranno “l’eventuale mancato deposito, alla Azienda sanitaria locale che, qualora la medesima o altra Azienda sanitaria non si sia già attivata in ordine alla violazione del medesimo obbligo vaccinale, provvederà agli adempimenti di competenza”, ossia scatteranno le multe.

Good News

Il decreto sta dando i suoi frutti: “Per l’esavalente siamo sopra il 95% dei bimbi vaccinati, quindi la soglia fatidica che permette l’immunità di gregge è stata raggiunta” ha detto Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss. Per il morbillo invece c’è stata una crescita di circa il 6%. I numeri dimostrano che “le vaccinazioni sono aumentate e questo era l’obiettivo del decreto, non punire i genitori inadempienti. Perché i vaccini sono innanzitutto un diritto”.

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