Vaccini, si torna indietro: a scuola con l’autocertificazione

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La legge approvata un anno fa sta portando buoni risultati, ma il governo di fatto la rende meno efficace. L’allarme dell’Istituto Superiore di Sanità: “Non compromettere la tutela della salute di tutti”

L’annuncio fatto ieri è stato confermato: per iscrivere a scuola i propri figli non servirà più il certificato con le vaccinazioni effettuate e quelle prenotate, ma basterà l’autocertificazione. È stata la stessa ministra Giulia Grillo a darne notizia in conferenza stampa, insieme al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, aggiungendo inoltre che “il termine del 10 luglio diventa non perentorio. Non si perde il posto”.

In attesa di cambiare la legge in Parlamento, quindi, il governo inizia già a muoversi con un provvedimento che di fatto la rende molto meno efficace. Nonostante sia stata approvata solo un anno fa, la legge ha già portato risultati piuttosto soddisfacenti in un Paese dove ancora il morbillo è una malattia troppo diffusa. Nel corso del 2017, infatti, in Italia ci sono stati oltre 5mila casi e quattro decessi. Il mondo medico infatti ha espresso più di una perplessità e tanta preoccupazione anche all’estero. In Gran Bretagna, ad esempio, dove i medici e il Public Health England hanno lanciato l’allarme morbillo sull’isola rilevando come si tratti di casi importati dai viaggiatori inglesi ritornati proprio dall’Italia. “È scoraggiante – ha commentato il Collegio Reale dei medici – se consideriamo quanto eravamo vicini a sradicare completamente questa malattia”.

E il Times punta il dito contro Lega e Cinque Stelle colpevoli di aver portato avanti, quando erano all’opposizione, delle forti campagne contro i vaccini collegando a questi ultimi malattie come “la leucemia, l’avvelenamento, l’infiammazione, l’immunodepressione, le mutazioni genetiche ereditarie, il cancro, l’autismo e le allergie. Non esiste alcun ‘collegamento’; non c’è nemmeno una correlazione – scrive David Aaronovitch sul quotidiano britannico – Ma un rifiuto del consenso medico è parte della mentalità populista”. Infatti, molte similitudini – si legge ancora nell’editoriale – si ritrovano nelle politiche “antiscientifiche” del Front National di Marine Le Pen o di Donald Trump sul cambiamento climatico.

Ed è ironico vedere alcune contraddizioni nelle stesse dichiarazioni di Matteo Salvini che “da una parte – scrive Aaronovitch – parla dei rischi di malattie importate dall’Africa e dall’altra porta avanti una politica che ucciderà i bambini italiani”.

Ma la preoccupazione è diffusa anche in Italia, soprattutto dopo l’annuncio della ministra Grillo. E l’Istituto Superiore di Sanità chiede di non mettere a repentaglio la salute collettiva: “È doveroso fare di tutto – si legge in un comunicato – per garantire adeguate coperture vaccinali, importante non compromettere l’obiettivo della salute di tutti. Il raggiungimento di soglie di sicurezza è essenziale anche per garantire il diritto alla educazione di migliaia di bambini immunodepressi per i quali la frequenza scolastica è impedita dal rischio di contrarre infezioni, come il morbillo”.

Se l’autocertificazione da una parte potrebbe essere un aiuto per i no vax, dall’altra sarà un’incombenza in più per le famiglie come fa notare Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio dove si proseguirà con l’Anagrafe Unica Vaccinale che “ad oggi ha visto l’inserimento dei dati di 458.850 alunni e di 3.633 singoli plessi scolastici” e che “non presenta alcuna incombenza per le famiglie, ma una trasmissione di dati tra le Asl e le istituzioni scolastiche”. Non sarebbe meglio quindi realizzare in tempi brevi un’Anagrafe vaccinale nazionale?

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