Vaccini obbligatori nelle scuole, sì del Consiglio di Stato

Focus

Renzi: “Ci fidiamo dei medici, non dei comici”

Il Consiglio di Stato dà il via libera all’obbligo di vaccinazione nelle scuole d’infanzia.  La vicenda riguarda nello specifico il Comune di Trieste ma la pronuncia dei magistrati è destinata a fare giurisprudenza e si inserisce in un dibattito politico molto acceso ad attuale, anche in vista del prossimo anno scolastico.

Negli ultimi decenni molte Regioni hanno progressivamente ammorbidito l’obbligatorietà di attenersi al calendario vaccinale con il risultato che la copertura è in costante calo e che qualche amministrazione locale ha iniziato a porre un freno. Il Comune di Trieste e la Regione Emilia Romagna hanno introdotto norme che rendono il requisito vaccinale essenziale per frequentare le scuole pubbliche.

La pronuncia del Consiglio di Stato arriva dunque a mettere un punto fermo di fronte alle contestazioni di alcuni genitori triestini che avevano presentato una domanda cautelare. L’obbligo di vaccinazione, oltre ad essere coerente con il sistema normativo generale in materia sanitaria e con le esigenze di profilassi imposte dai cambiamenti in atto, vista la minore copertura vaccinale in Europa e aumento dell’esposizione al contatto con soggetti provenienti da Paesi in cui anche malattie debellate in Europa sono ancora presenti, non si pone in conflitto con i principi di precauzione e proporzionalità. E’ questa la motivazione con cui è stata rigettata la richiesta di sospensiva contro la sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia che aveva confermato la validità della delibera comunale.

E’ facile pensare come questa sentenza possa fare scuola in situazioni analoghe. E la politica torna a scontrarsi sui vaccini. “Sui vaccini e sulla mammografia ci fidiamo dei medici e non dei comici di Genova. Basta con questo modo di procedere di chi dice no ai vaccini, no alle mammografie. L’atteggiamento che ha Beppe Grillo è irresponsabile su questi temi” ha detto oggi Matteo Renzi.

Sono molte le Regioni che hanno annunciato l’intenzione di proseguire sull’esempio dell’Emilia- Romagna, dal Lazio al Piemonte all’Umbria, fino al Veneto, dove l’obbligo è stato tolto del tutto e ci sono zone dove la soglia di sicurezza raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Introdurre subito l’obbligo delle vaccinazioni nelle scuole primarie e negli asili nido, così come nelle strutture educative pubbliche dell’infanzia: il Veneto deve farlo subito perché la situazione sta diventando intollerabile”- dice la consigliera del Pd Alessandra Moretti-“Bene che il Consiglio di Stato abbia riconosciuto che la tutela della salute prevalga sulle responsabilità genitoriali e sancito così la legittimità dell’obbligo dei vaccini quale requisito essenziale per l’accesso ai servizi educativi”.

Una proposta di legge nazionale sui vaccini è allo studio, a prima firma Federico Gelli, responsabile Sanità del Pd: ” si tratta di  un progetto ancora in fieri, che sarà il frutto di un confronto con le principali società scientifiche di settore, ma anche con Istituto superiore di sanità e Agenzia italiana del farmaco. Abbiamo già un calendario di incontri in maggio. La speranza è di depositare il  testo entro luglio”. Nei  punti allo studio della legge ci sono: l’obbligo di profilassi in bambini e ragazzi per l’ingresso nelle scuole di ogni ordine e grado, il rafforzamento delle attività istituzionali di informazione e sensibilizzazione sulle vaccinazioni, anche con una campagna ad hoc,le  penalizzazioni fino alla radiazione per i medici che diffondono notizie fuorvianti sui vaccini o li sconsigliano.


 
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