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La retromarcia della retromarcia

Per un pediatra prestato alla politica questa dei vaccini era una battaglia importante. Far comprendere ai miei colleghi parlamentari che le vaccinazioni sono un presidio estremamente utile e che era necessario mantenere l’obbligo per raggiungere coperture vaccinali ovunque superiori al 95% sembrava una sfida interessante.

E sembrava che dopo le audizioni del presidente della società italiana di pediatria, dell’istituto superiore di sanità, del presidente dell’ordine dei medici, del presidente dei medici di medicina generale avessero compreso.

E invece? Invece inaspettatamente e contro ogni buon senso e ragionevolezza oggi la maggioranza fa marcia indietro e tutto quello che era stato discusso nelle commissioni, alla presenza anche del sottosegretario alla Sanità, quello che era stato ascoltato durante le audizioni, viene annullato.

Si mantiene l’autocertificazione e si sposta al marzo 2019 la presentazione dei certificati ufficiali dell’Asl. Cioè quando mancano pochi mesi alla fine dell’anno scolastico. L’autocertificazione mette i genitori nella condizione di dover dichiarare in buona fede quali delle 10 vaccinazioni con i relativi richiami il bambino ha praticato. Il rischio di errore è ovviamente molto alto.  A me sembra una retromarcia paradossale e inutile anche perché il governo ha più volte annunciato che sta lavorando a un intervento di sistema proprio sulle vaccinazioni.

Questo, purtroppo, è un modo per aggirare l’obbligo per quest’anno scolastico esponendo a un rischio inutile i bambini immunodepressi e che non possono essere vaccinati e che con molta probabilità rappresenterà un freno al raggiungimento delle coperture vaccinali.

Voglio chiarire che l’obbligo in sanità non ci dovrebbe mai essere, nessun medico può obbligare un paziente a fare una terapia, ma piuttosto consigliare, spiegare i rischi e i benefici di quel trattamento e poi, insieme al paziente, affrontare la malattia per sconfiggerla. Si tratta di alleanza terapeutica.

Ma perché è stato inserito l’obbligo per 10 vaccinazioni un anno fa? Perché L’Italia aveva calendari vaccinali diversi per ogni regione e una copertura vaccinale insufficiente per tutte le vaccinazioni, molto insufficiente per il morbillo. Per cui cominciavamo a vedere troppi casi di morbillo e troppe complicanze da morbillo e abbiamo purtroppo avuto anche alcuni morti.

Perché un vaccino sia efficace è necessario vaccinare almeno il 95% della popolazione. Un anno dopo l’inserimento dell’obbligo (che poi già c’era solo per alcune vaccinazioni), c’è stato un recupero straordinario delle coperture vaccinali, ma non siamo ancora arrivati al 95%. Quindi stavamo raggiungendo in fretta l’obiettivo.

Lo stesso decreto prevenzione vaccinale, tuttora in vigore, già prevedeva che tra due anni si riveda l’obbligo alla luce delle coperture raggiunte. E allora verificate le coperture si potrà arrivare a superare l’obbligo, senza far danni.

A me non interessa partecipare a una disputa tra Guelfi e Ghibellini, avrei voluto però che la politica avesse ascoltato i pareri dei professionisti e dell’istituto superiore di sanità che alla luce delle evidenze scientifiche, hanno chiaramente e in modo univoco consigliato di lasciare l’obbligo e di fidarsi dei certificati ufficiali delle Asl che attestano con certezza le vaccinazioni praticate e non delle autocertificazioni.

Invece la politica ha scelto colpevolmente di non ascoltare nessuno. Ma noi continuiamo con pazienza a spiegare le nostre ragioni e proveremo ancora a convincere la maggioranza ad ascoltare la scienza.

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