Il nostro impegno per la salute

Focus

Registriamo nel nostro Paese nei primi 5 mesi di quest’anno 1716 casi di morbillo. E le cose non vanno meglio negli altri Paesi europei

Molte le idee e le proposte del Ministro della Salute ieri in commissione sanità e in particolare: più risorse per il Ssn. realizzare un Piano per liste d’attesa, una nuova governance del farmaco e riforma della formazione post laurea, una nuova legge sui vaccini e a settembre gli Stati Generali per il benessere equo e sostenibile. Queste le priorità della Ministra Grillo in audizione ieri avanti alle commissioni sanità di Camera e Senato.

Ci saremmo aspettati qualcosa in più sulle diseguaglianze in sanità da un ministro del sud e sul riparto dei fondi che penalizza da sempre le regioni più povere che sono quelle meridionali e  con il più alto numero di bambini.

Ci saremmo aspettati una riflessione sull’importanza di investire nei primi mille giorni di vita, che  vuol dire investire nel capitale umano, e contrastare le diseguaglianze e anche sottrarre giovani energie alla criminalità.

Negli ultimi 10 anni si sono avute numerose dimostrazioni sul piano scientifico del rapporto positivo fra interventi precoci (da 0 a 3 anni, i primi mille giorni) e la riduzione di diseguaglianze.

È ormai accertato che l’investimento nel capitale umano è l’investimento più produttivo anche da un punto di vista economico, e  lasciare al loro destino i bambini che nascono da famiglie in difficoltà socioeconomica significa di fatto, al di là dei diritti, condannare una parte consistente della popolazione ad un destino di marginalità e determinare per la società un carico di povertà e devianza che può minare alla base qualsiasi possibilità di sviluppo.

Gli economisti dicono che più è precoce l’investimento economico e , maggiore è il tasso di rendimento non solo nei primi tre anni di vita ma anche da adulti, perché i danni alla salute accumulati da bambini si ripercuotono anche nella vita da adulti. In Campania  gli uomini vivono mediamente 78,9 anni e le donne 83,3, mediamente due anni in meno rispetto alle regioni del nord e  in  generale, la maggiore sopravvivenza si registra nelle regioni del Nord-est, dove la speranza di vita per gli uomini è 81,2 anni e per le donne 85,6; decisamente inferiore nelle regioni del Mezzogiorno, nelle quali si attesta a 79,8 anni per gli uomini e a 84,1 per le donne. Se poi il grado di istruzione è uguale o inferiore alla quinta Elementare il divario aumenta.

E sappiamo che sono le popolazioni a rischio sociale quelle che usano molto  e male i servizi di emergenza e poco o nulla quelli territoriali e di prevenzione. Tutto ciò non può essere affrontato con gli Stati Generali per il benessere equo e sostenibile. Sono necessari interventi con il ministero delle finanze, quello per le famiglie, sono necessarie battaglie politiche. E infine la Ministra ha annunciato  una nuova legge sui vaccini incentrata sull’anagrafe nazionale non ancora realizzata completamente. Ma ormai sulle vaccinazioni se ne sentono di tutti i colori.

Esami pre-vaccinali,  bambini vaccinati in quarantena, perché? Non c’è nessuna spiegazione scientifica, e poi l’obbligo flessibile e la gradualità. In pratica l’obbligo rimane ma  sarà applicato  a macchia di leopardo. Varrà solo nelle regioni in cui il livello di copertura vaccinale raccomandato dall’OMS, che è il 95%, non è stato raggiunto.

Ma come si fa? Prendiamo ad esempio la virtuosa  Emilia Romagna, come ci fa notare il prof. Biasini, dove la copertura  è del 92.4%, quindi ottima. Ma se si va a guardare nello specifico ci si accorge che a Ravenna la copertura è del 94,4% ma a Rimini, pur aumentata di 10 punti è ancora dell’84,2%. E allora? Come si fa?

Registriamo nel nostro Paese nei primi 5 mesi di quest’anno 1716 casi di morbillo. E le cose non vanno meglio negli altri Paesi europei. Serve una visione comune, e una strategia comune non solo in Italia ma in Europa. L’ OMS registra nel 2017  ben 22.373 casi di morbillo e 35 morti nella regione europea. Focolai di morbillo sono attivi in Ucraina, Serbia, Russia, Albania, Italia, Francia, Grecia e Regno Unito.

In Italia si sono verificati 5400 casi nel 2017 e 1716 tra l’1 gennaio e il 31 maggio 2018.  E poi sono state registrate  otto morti legati al morbillo in Italia dal gennaio 2017 ad oggi.  Con questi numeri non è possibile improvvisare.

Per proteggere l’intera comunità dalla malattia, comprese le persone che hanno una controindicazione al vaccino o che non rispondono all’immunizzazione, il 95% della popolazione dovrebbe essere vaccinato, senza perdere altro tempo. Gli immunologi e il prof Pignata in particolare,  ci segnalano che nel nostro Paese sono in cura oltre 3000 pazienti affetti da forme diverse di  immunodeficienza, con differente grado di suscettibilità a contrarre infezioni, che pur tuttavia è sempre maggiore rispetto alla popolazione pediatrica di bambini sani. Molti degli sforzi dei nostri colleghi immunologi  è indirizzata alla protezione farmacologica e ambientale di questo gruppo di pazienti, al fine di consentire loro una vita il più normale possibile. La riduzione della copertura vaccinale mette a rischio la salute di questi bambini.

Si sta facendo di una cosa seria che riguarda la  salute dei nostri bambini e di tutta la popolazione una inutile e incomprensibile battaglia politica, creando disorientamento e confusione nella popolazione. Ho chiesto  alla Ministra in audizione in commissione sanità, di aspettare di verificare le coperture vaccinali tra due anni come prevede l’attuale legge che è in vigore da solo un anno, e poi se, come ci auguriamo, la copertura su tutto il territorio nazionale sarà superiore al 95%, l’obbligo vaccinale potrà essere tolto senza  far danni.

Non si possono fare programmi a breve termine, in sanità è assolutamente necessario programmare a lungo termine e osservare i fenomeni. Sono necessari interventi di sistema che coinvolgono non solo il nostro Paese ma la regione Europea. Non si possono fare interventi spot. Questo sarà il nostro impegno in commissione sanità,  nella speranza di essere ascoltati.

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