Slitta l’obbligo, a scuola anche senza vaccini. Ma il M5S si spacca

Focus

Il Pd attacca: “A rischio la salute dell’intero Paese”. Giallo sul “vaffa” della vicepresidente del Senato Paola Taverna

Il Movimento 5 stelle si spacca di fronte alla questione vaccini. La senatrice Elena Fattori non è l’unica a dissociarsi dalla scelta del gruppo prima in commissione Affari costituzionali e nell’aula di Palazzo Madama di dare l’ok all’emendamento che provoca lo slittamento di un anno (31 marzo 2019) dell’obbligo di presentare la documentazione sul piano vaccinale per l’accesso dei bimbi alle scuole materne.

“Con la proroga si è deciso di non decidere. È come dire che le cinture di sicurezza sono importanti, ma che per un anno chi non le usa non prende la multa. Una mossa che facilita l’elusione della legge”, ha detto Fattori in un’intervista al Messaggero.

La senatrice M5S, che ha votato in dissenso dal gruppo, ha ricordato in aula i bambini immunodepressi che di fatto con questa decisione sono, come li ha definiti l’Istituto superiore di sanità, “a rischio di esclusione scolastica”. Non è la prima volta che la parlamentare pentastellata si trova costretta a discutere con i suoi delle decisioni avventate sulle vaccinazioni, ma questa volta la sua non è l’unica voce contraria.

A lei si unisce infatti il deputato Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell’ospedale dei Bambini a Palermo. “Prima di qualsiasi vincolo sociale bisogna che venga rispettato l’obbligo alla tutela della salute propria ed altrui. Quindi non si ritenga che per garantire l’accesso agli asili nido ed alle scuole materne si possa immaginare qualsiasi forma di deroga sull’obbligo a vaccinare i bambini. O che si ritengano inutili le vaccinazioni in età neonatale. O che con la scusa di una ‘corretta informazione’ sia ipotizzabile una qualsiasi forma di deroga sul tema dell’obbligo vaccinale”. La posizione del parlamentare grillino è chiara.

Non si ritenga che per garantire l’accesso agli asili nido ed alle scuole materne si possa immaginare qualsiasi forma di…

Pubblicato da Giorgio Trizzino su Sabato 4 agosto 2018

Ma non solo: gli emendamenti presentati da M5S e Lega colgono di sorpresa la stessa ministra della Salute Giulia Grillo che invece puntava all’autocertificazione e non al rinvio.

La bagarre in aula

Forse il gruppo dei dissidenti è destinato ad allargarsi, nonostante rimangano degli oppositori di ferro alla legge sui vaccini come la vicepresidente di Palazzo Madama Paola Taverna protagonista ieri di un vero e proprio show conclusosi, secondo le accuse del senatore Massimo Mallegni di Forza Italia, con un “vaffa…” rivolto ai colleghi dell’opposizione. “Spero che il vicepresidente Taverna non abbia fatto questo, perché ha un ruolo istituzionale che non glielo consente”, ha commentato la presidente del Senato Elisabetta Casellati dopo la denuncia del senatore azzurro. Taverna nega ogni accusa, ma Casellati annuncia di voler rivedere il video dell’intervento della pentastellata: “E poi decideremo di coseguenza”, minaccia la seconda carica dello Stato.

Sul giallo verificherà il Senato. Per ora l’unica cosa chiara è che sui vaccini siamo di fronte a un pasticcio che mette a in pericolo tanti bambini che per motivi di salute non possono vaccinarsi, ma che, come gli altri, hanno il diritto di andare a scuola senza per questo rischiare la vita. Ma non solo: “A rischio non sono solo i bambini e gli immunodepressi, ma tutti. In questo modo viene meno il senso di comunità” ha detto in aula la dem Simona Malpezzi. “Non si tratta di una semplice proroga – ha dichiarato – ma si tratta di allontanare l’Italia dal raggiungimento di un obiettivo che è quello dell’immunità di gregge che va a tutelare tutta la comunità e quindi la salute di tutti”. Un rischio che un Parlamento non dovrebbe permettersi di far correre al proprio Paese.

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