Sul Venezuela la nuova Cgil comincia male

Focus

Comunicato condanna il rovesciamento di Maduro

Veramente incredibile per il suo squilibrio il tweet del Congresso della Cgil sugli sviluppi della situazione venezuelana: una presa di posizione, nei fatti, favorevole al dittatore Maduro. Si legge: “Il congresso della Cgil, visto quanto accade in Venezuela, secondo i propri principi di libertà,democrazia e solidarietà, approva una mozione di condanna verso l’autoproclamazione Juan Guaido a presidente e le ingerenze straniere verso la presidenza democraticamente eletta di Maduro”.

A parte che Maduro è tutto tranne che democraticamente eletto, la Cgil sa bene che si tratta di un despota e affamatore di popolo. Ovviamente non si tratta di “fare il tifo” per Guaido ma di battersi perché in Venezuela torni attraverso libere elezioni la libertà conculcata da Maduro. Ci pare una posizione un tantino più illuminata di quella della nuova Cgil di Landini, Putin, Assad e Erdogan.

Successivamente, la Cgil ha ammesso di aver sbagliato il tweet citato prima: “Ebbene sì. L’errore nel tweet sulla mozione Venezuela c’è stato come si evince dalla sua lettura integrale. La Cgil rivolge un appello al governo del Venezuela a garanzia dei diritti e libertà fondamentali dei suoi abitanti. Nessun sostegno a Maduro né alle ingerenze esterne”.

Ecco la mozione “vera” approvata dal Congresso: “La Cgil esprime profonda preoccupazione per gli avvenimenti delle ultime ore in Venezuela e si appella a tutte le parti in campo (governo, opposizioni, forze armate, società civile) per il rispetto dello stato di diritto e per la protezione dei diritti umani, evitando azioni violente, repressive e di non ritorno allo stato democratico. Il Venezuela vive da alcuni anni una grave crisi economica, che ha provocato l’esodo di oltre tre milioni di persone, la mancanza di generi di prima necessità e dell’assistenza sanitaria alla popolazione, la profonda perdita del potere acquisitivo dei salari con l’economia al collasso. Questa
situazione deve trovare una soluzione politica, nonviolenta e decisamente inquadrata nel principio di autodeterminazione del popolo e della democrazia della Repubblica del Venezuela.

La Cgil condanna con estrema fermezza le ingerenze e le pressioni esterne, a partire dall’embargo imposto dagli USA su farmaci e sistema finanziario, che anziché aiutare il Venezuela ad uscire da questa crisi, ne hanno favorito la crescita, la profondità e la distanza tra le parti. Come condanna le immediate prese di posizione a favore dell’auto-proclamazione a capo dello stato del presidente del Parlamento, Juan Guaidò, quale risposta al risultato elettorale del maggio scorso che ha portato
Nicolas Maduro per la seconda volta alla presidenza del paese. La Cgil, coerentemente con i propri principi e valori di libertà , di rispetto per i diritti umani, di solidarietà internazionale, e per quanto sopra espresso, ritiene di dover rivolgere un appello alle istituzioni ed al governo del Venezuela affinché siano garantiti i diritti e le libertà di espressione e di associazione senza nessun tipo di discriminazione, perché solamente così facendo, e con l’aiuto e la solidarietà della comunità internazionale, il Venezuela potrà uscire da questa crisi più forte, più indipendente e più democratico”. 

Mah! Ci pare si tratti di una versione più forbita e articolata ma che nella sostanza la posizione resti la stessa che era contenuta nel tweet iniziale da noi criticato.

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