Ecco da dove vengono i 7 miliardi per la scuola “trovati” da Salvini

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Dal Pd: “Sono parte dei 13 miliardi stanziati dai precedenti governi”. Valeria Fedeli: “Il comparto scuola non può essere usato per l’ennesima operazione di propaganda”

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini continua con la sua propaganda, mentendo e sapendo di mentire. Non c’è giorno che passa senza un annuncio roboante, una facile soluzione per problemi complicati, una risposta non data a domande scomode.

Ecco così che mentre in molti gli chiedono conto del voto sulle concessioni autostradali, o dei finanziamenti di Autostrade alla Lega, Salvini cambia argomento tirando fuori 7 miliardi “trovati” per la scuola.

Come gli ricorda Giorgio Gori quei soldi fanno parte dei 13 miliardi stanziati di cui 6 già spesi e il resto programmati. L’augurio è che non succeda quanto successo nel 2008 quando il governo Berlusconi, con Salvini in maggioranza, tagliò ben 9 miliardi alla scuola.

A ricordare al ministro dell’Interno quanto fatto dai precedenti governi è l’ex ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli che sul sito del Partito democratico scrive: “In termini di investimenti sono stati stanziati oltre 10 miliardi, è stato attivato un Osservatorio dedicato ed è stata creata una Programmazione unica, ovvero un elenco di priorità effettive sulle quali intervenire.

È stata poi resa pubblica un’Anagrafe contenente i dati riguardanti gli istituti frequentati dalle nuove generazioni, una innovativa e positiva pratica politica. Abbiamo inoltre fatto delle scelte importanti non solo per mettere in sicurezza gli edifici, ma anche per innovare gli ambienti educativi. Scelte e azioni concrete che mettono al centro le nostre giovani e i nostri giovani. E con essi lo sviluppo del Paese a partire dal sistema di istruzione e formazione.

Ci siamo presi una responsabilità precisa. Ci siamo presi un impegno e l’abbiamo portato avanti passo dopo passo con determinazione, creando condivisione, comunanza di intenti e collaborazione con tutti i soggetti coinvolti a vario titolo.

Dopo la firma del riparto regionale delle risorse (oltre 1,058 miliardi di euro) per l’antisismica nei Comuni, avvenuta nel novembre del 2017, è stato infatti sottoscritto l’elenco dei Comuni beneficiari associati a quel riparto, sulla base delle programmazioni regionali che nel frattempo, nonostante i tempi stretti, sono state definite. Inoltre, è stato firmato, sempre nel 2017, il decreto di accertamento di ulteriori 134 milioni della programmazione BEI 2015 che ha consentito di autorizzare all’inizio di quest’anno circa 150 nuovi interventi.

Questo monitoraggio ha permesso e permette di poter reinvestire ogni anno una quota parte rilevante delle risorse investite a vantaggio di ulteriori scuole. E questo provvedimento è stato molto importante anche in chiave occupazionale, poiché ha sbloccato gli scorrimenti di graduatoria dei docenti.

E potrei ricordare ancora il piano stralcio per l’Abruzzo, derivante dal sisma del 2009. Un lavoro imponente fatto in collaborazione con la Struttura di missione per il sisma in Abruzzo presso la Presidenza e con gli Uffici speciali per la ricostruzione. Si tratta di 147 milioni per 86 interventi strategici che consentiranno di ridare vita a piccoli centri.

Non sono medaglie che ci vogliamo mettere al petto, ma si interventi concreti che dimostrano che non siamo stati con le mani in mano, ma che abbiamo agito e lavorato positivamente.

So che non è facile contrastare la narrazione di Salvini e Di Maio, ma non possiamo accettare un racconto che vuole fare passare i governi a guida Pd come governi del nulla. Per questo mi sembrava giusto intervenire. Il comparto scuola non può essere usato per l’ennesima operazione di propaganda”.

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