A Verona il raduno dell’ultradestra cattolica (italiana ed europea)

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Scorrendo i nomi dei relatori, da Salvini a Fontana, dal presidente moldavo alla ministra ungherese, si capisce quale sia la cifra politica del congresso della famiglia

Al congresso della famiglia di Verona andrà in scena una sorta di parata dell’ultradestra cattolica italiane ed europea. L’ultima ad aderire con entusiasmo è stata Forza Nuova, giusto per fornire anche ai più dubbiosi la cifra politica dell’iniziativa.
In prima linea il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il padrone di casa Lorenzo Fontana e il titolare del dicastero dell’Istruzione Marco Bussetti. Insieme a loro personaggi come il capo dell’associazione Scienza&Vita, Massimo Gandolfini, che da 15 anni porta avanti le sue idee sul valore della famiglia, non risparmiando critiche alle unioni civili, come nel 2016, quando parlò da un palco in cui si leggeva “Renzi noi non dimenticheremo”
Tra i relatori esponenti provenienti dall’organizzazione Internazionale per la Famiglia (Iof), dalla Pro Vita Onlus, da Generazione Famiglia, da CitizenGo, dalla National Organization for Marriage e dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli, ma anche il presidente moldavo Igor Dodon, la ministra per la famiglia ungherese Katalin Novak e Brian Brown, il presidente dell’organizzazione internazionale per la Famiglia, oltre che la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
Alcune chicche, per capire quale sarà il tenore degli interventi. Lo scorso 8 dicembre, parlando da Piazza del Popolo, Fontana disse di voler affidare “all’Immacolata la reazione identitaria che in Europa sta dilagando”, chiarendo come “noi abbiamo la nostra cultura, la vogliamo tramandare ai nostri figli, per questo vogliamo il presepe, il crocifisso e non ci vergogniamo della nostra storia”.

Filo rosso che unisce i relatori è questa comunanza di idee: dalla promozione dei valori cristiani, alla contrarietà all’aborto, alla battaglia contro la pornografia, arrivando a una visione restrittiva dei diritti e del ruolo della donna e alla condanna dell’omosessualità. Temi dove pesano le parole, come quelle postate su Facebook dal presidente moldavo Dodon, nel 2017: “Sono categoricamente contrario alla marcia della comunità Lgbt in quanto contraddice in maniera scandalosa i nostri valori tradizionali, la religione ortodossa e la moralità”.

Per la ministra di Orban, Novak invece il tema dei migranti va declinato così: “Non vogliamo più stranieri, ma più bambini ungheresi e in generale più bambini europei cristiani”. Ci sarà in sala anche Dimitrij Smirnov, esponente della Chiesa ortodossa che ha definito “assassine” e “cannibali” le donne che scelgono l’aborto. Per il russo la donna deve rimanere a casa e occuparsi della famiglia.

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