Vertice sui conti pubblici. La tensione resta alta

Focus

Al centro dell’incontro la strategia per evitare la procedura d’infrazione da parte dell’Ue sul debito pubblico italiano

E’ finito il vertice economico a Palazzo Chigi voluto dal premier Giuseppe Conte per scongiurare la procedura d’infrazione della Ue. A quanto si apprende nulla di fatto per la questione delle coperture della flat tax, incombenza che spetta alla Lega. Matteo Salvini e Giovanni Tria hanno lasciato per primi il vertice che è poi proseguito su Alitalia: scade infatti sabato il termine per la presentazione dell’offerta definitiva e vincolante di Ferrovie dello Stato. Nella riunione ristretta a palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte erano rimasti il vicepremier Luigi Di Maio, i due viceministri all’Economia, Massimo Garavaglia e Laura Castelli, il ministro Riccardo Fraccaro e il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera.

 

Stamattina Conte aveva messo in guardia i suoi vice:  “Se non andiamo d’accordo, io li lascio liberi” aveva dichiarato in un colloquio con la Repubblica aggiungendo: “Una cosa deve essere chiara: io sto qui se mi convincono loro, non sono io a doverlo fare. Se vogliono andare a sbattere contro un muro, vadano pure”. Il pensiero di Conte è rivolto soprattutto all’economia: “Non mi piace scherzare con i risparmi degli italiani, vedo intorno a me un po’ di inesperienza”, spiega. Ma Conte smentisce. “I virgolettati del Presidente del Consiglio Conte riportati nell’articolo pubblicato in prima pagina su Repubblica non corrispondono al pensiero del Presidente e non restituiscono affatto la sua posizione, il suo stile, il suo modo di argomentare”, si legge in una nota di Palazzo Chigi. Anche se il quotidiano conferma integralmente l’articolo firmato da Annalisa Cuzzocrea.

La temperatura resta alta nel governo. Intanto arriva dagli sherpa dell’Ue un nuovo altolà all’Italia dopo quello di Juncker: il Comitato economico e finanziario (Efc) è dell’opinione che “il criterio del debito non è rispettato e invita l’Italia a prendere le misure necessarie per assicurare il rispetto delle indicazioni del Patto di Stabilità in conformità con il processo della procedura EDP”, ovvero la procedura per debito eccessivo: lo scrive l’Efc nell’opinione adottata ieri. “Altri elementi che l’Italia potrebbe presentare potranno essere presi in esame dalla Commissione e dal comitato”, aggiungono gli sherpa di Eurogruppo ed Ecofin.

Insomma sia per Conte che per Tria i  margini di manovra sono assai stretti. Non solo in Europa per evitare la procedura d’infrazione e sanzioni, ma anche in Italia.

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