Il Viminale, la camorra e la piccola Noemi

Focus

Mentre è in corso una perenne campagna elettorale, c’è un Paese e una città sgomenta

Il numero uno al Viminale è impegnato a gridare la pacchia è finita, a scimmiottare chi protesta contro di lui, magari gustandosi una “zuppa inglese”, come ha twittato stamattina. Ma mentre è in corso una perenne campagna elettorale, c’è un Paese e una città sgomenta.

L’orrore di Napoli, prende corpo con il video dell’agguato di camorra: si vede Noemi, 4 anni che si accascia a terra.  Le immagini strazianti la riprendono che alza il braccio per due volte, quasi a toccarsi la schiena, dopo essere stata trafitta da un proiettile da guerra, la guerra che da troppi anni insanguina Napoli.

Il killer passerà per ben due volte sopra il corpo della piccola prima che il cameriere del bar presti il primo soccorso. Eppure mentre Noemi ancora oggi lotta per la vita al Santobono, mentre tutta Napoli si stringe attorno al suo dolore, pregando per la sua guarigione ma anche per l’arresto dell’uomo nero, il ministro dell’Interno ha finora preferito liquidare la faccenda frettolosamente. Una preghiera e la promessa della galera non bastano a sanare le ferite di napoli che chiede un impegno concreto.

Noemi è gravissima, una città intera è sotto choc, l’emergenza sicurezza scotta. E Salvini  sarebbe dovuto subito correre a Napoli dove servono più uomini in campo, più controlli, più prevenzione. Ieri alla manifestazione delle associazioni anticamorra hanno partecipato numerosi familiari di vittime innocenti della criminalità: “Non vogliamo che quella bambina si aggiunga alla lista del nostro dolore”. E con loro c’era anche il figlio di un esponente di spicco di un clan malavitoso, Antonio Piccirillo, che si è dissociato pubblicamente dalle scelte del padre: “La camorra fa schifo” ha gridato in piazza. “Amo mio padre ma non lo stimo. Dobbiamo dissociarci dalla camorra” .

Intanto i medici sono riusciti a estrarre il proiettile che ha perforato i polmoni di Noemi fortunatamente senza ledere il cuore né il midollo spinale, ma le condizioni della paziente restano “estremamente gravi”. La piccola è in coma farmacologico, respira grazie al ventilatore meccanico, e ai suoi familiari radunati fuori della rianimazione non resta che sperare e pregare.

Il sindaco de Magistris ha scritto un lungo post su Facebook sostenendo che lo Stato per la città di Napoli non ha fatto abbastanza (in termini di risorse e di numero di forze dell’ordine inviate), che è dovere dello Stato prevenire il crimine e reprimerlo: “Sul fronte sicurezza, Salvini ha reso sinora il Paese più insicuro e più violento. Aumentano i reati a sfondo razziale; crescono le violenze su bambini e donne; si rafforza l’odio sociale e il sentimento del rancore; si consolida il pericolo del terrorismo internazionale per le politiche di odio nei confronti dei popoli di fede mussulmana; aumentano corruzioni e collusioni, con indagini anche verso esponenti dello stesso Governo; si diffonde l’uso delle armi, anche con l’utilizzo indiscriminato della legittima difesa, il tutto condito dal bullismo istituzionale plasticamente rappresentato dal ministro Salvini con il mitra in mano”.

“Adesso lo sappiamo – aveva spiegato il ministro dell’Interno-  La lotta alla camorra si risolve così: i camorristi si ammazzino tra di loro senza rompere le p…alle persone che non c’entrano. Almeno se la prendessero tra di loro…”.

Ma Noemi questa cosa non la sa. Da decenni, a Napoli, la furia della camorra coinvolge innocenti, spesso bambini. E il compito di Salvini è affrontare il problema non a colpi di slogan. Un ministro che quasi mai è presente al Viminale. Salvini oggi sarà in Campania per un intenso tour elettorale in tutte le province. Si prevedono scintille.

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