E’ morto Vincino, cinquant’anni di satira da Lotta continua al Foglio

Focus

Si è spento all’età di 72 anni il vignettista Vincenzo Gallo, in arte Vincino. Da Lotta continua a Il Foglio la sua penna ha raccontato la politica italiana

“Oggi se n’è andato un pezzo della famiglia del Foglio. Vincenzo Gallo, per tutti Vincino, era malato da tempo ed è morto a Roma. Aveva 72 anni. Vincino era al Foglio da quando il quotidiano è nato, ventidue anni fa. Ha disegnato per noi fino all’ultimo giorno e la vignetta che illustra questo articolo è il suo ultimo disegno, pubblicato nel Foglio di oggi”. A darne annuncio è il giornale diretto da Claudio Cerasa sul suo sito.

Tra i primissimi a commentare la scomparsa un collega di Vincino, Vauro Senesi, che ha voluto tributare all’amico una vignetta commemorativa. Tra i tanti messaggi di cordoglio anche quello dell’Ex premier Paolo Gentiloni che su Twitter scrive: “Ci mancherà la sua dissacrante ironia, la sua capacità di fare editoriali politici con un disegno appena abbozzato, il suo impegno di uomo libero. Ci Mancherai Vincino”.

Biografia

Nato a Palermo il 30 maggio del 1946, nel 1968 si avvicina ai movimenti studenteschi e operai militando in Lotta Continua a Palermo. Nel 1969 comincia a collaborare con il quotidiano L’Ora di Palermo: tra i suoi primi lavori quello di raccontare, con i suoi disegni, il processo sulla strage di viale Lazio. Il suo legame con Lotta Continua gli valgono il ruolo di vignettista nel giornale ufficiale del movimento. Nel ’78 fonda e dirige L’avventurista (inserto satirico del giornale Lotta Continua) e partecipa alla nascita della rivista Il male, di cui sarà direttore per quattro anni (dei cinque in cui venne pubblicata), fino alla chiusura, nel 1982.

Alla metà degli anni ’80 ha diretto Ottovolante, quotidiano di satira uscito per dieci giorni, cui hanno collaborato diversi importanti vignettisti italiani ed europei. Le sue vignette sono state pubblicate su Il Clandestino, supplemento de l’Espresso, su Tango, supplemento de l’Unità, e su Linus. La satira sul direttore Scalfari su una vicenda personale gli costerà il posto a L’Espresso.

Nel 1987 incomincia la sua lunga e collaborazione con il Corriere della Sera. Nel 1988 diventa una delle colonne portanti di Cuore. Prima di approdare a Il Foglio, (1996), ha collaborato con il Sabato. Tra i legami professionali più profondi quelli con Vauro con cui fa “risorgere” nel 1987 Il Clandestino per poi lavorare assieme a Boxer, supplemento de Il manifesto, di cui (anche se per un solo numero) ne diventa il direttore. Sempre con Vauro nell’ottobre del 2011 rifonda la storica rivista di satira Il Male. Tra le ultime collaborazioni quella con il settimanale Vanity Fair e con Radio Radicale.

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