Cantine Pellegrino, l’eccellenza vinicola siciliana che ha conquistato il mondo

Focus
Benedetto Renda, amministratore delegato delle Cantine Pellegrino (Marsala, ’51)

La storia della cantina in grado di offrire la più ampia varietà di tipologie di vini siciliani con una produzione di sei milioni e 500 mila bottiglie solo nel 2017, 54 i dipendenti fissi e un fatturato di 19 milioni e 700 mila euro

Da quasi 140 anni, autori di una delle pagine più belle della storia enologica in Sicilia. Sono i Pellegrino di Marsala, da sei generazioni proprietari della omonima Cantina, fondata nel 1880 dal loro avo, Carlo, notaio di professione, ma viticoltore per passione.

Una dinastia impegnata in modo costante nella valorizzazione del complesso terroir siciliano (150 ettari), dei suoi vitigni autoctoni, che, oggi, andando oltre il progetto iniziale, produce vini bianchi, rossi, passiti e marsala.

“Tutto – racconta Benedetto Renda, amministratore delegato delle Cantine Pellegrino (Marsala, ’51) – ha origine da un sogno di riscatto per la nostra cittadina. L’idea venne a Carlo Pellegrino, che la realizzò con l’aiuto di sua moglie, la francese Josephine Despagne. Dal 1880 la nostra famiglia ha sempre gestito direttamente l’impresa. Oggi siamo in sette e ogni giorno ci dividiamo tra la vigna e la cantina.  Grazie a zone di coltivazione e cantine differenti (Cardilla per i vini, Pantelleria per moscati e passiti, Marsala per l’omonimo vino ed i vini liquorosi) e ad enologi esperti, siamo la cantina in grado di offrire la più ampia varietà di tipologie di vini siciliani”.

Oltre ai vini da tenuta, provenienti da uve coltivate nelle proprietà di famiglia, i Pellegrino producono: una linea di vini da uve autoctone e internazionali coltivate nel loro territorio, una linea da uve autoctone biologiche, un’altra di vini prodotti da uve aromatiche tipiche siciliane e un cru, la più alta espressione qualitativa di ogni annata.

I numeri della Cantina? Sei milioni e 500 mila le bottiglie prodotte nel 2017, 54 i dipendenti fissi, un fatturato di 19 milioni e 700 mila euro(66% Italia, 34% estero) e 60 Paesi in cui esporta, tra cui: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Canada, Svizzera, Giappone, Paesi Bassi, Polonia, Olanda, Danimarca, Corea del Sud e Ucraina.

“Siamo cresciuti molto – aggiunge Renda – negli anni Ottanta. E’ stato in quel periodo che abbiamo costruito la nostra cantina a Pantelleria, dove produciamo vini da uva Zibibbo e ci affidiamo solo all’esperienza dei contadini panteschi. Quella scelta ha dato una forte spinta al nostro sviluppo, perché ci ha fatto aprire al mondo del vino di qualità. Facciamo continui investimenti nella ricerca e nel marketing. Abbiamo puntato molto su nuove risorse, come il fotovoltaico, che permettono un notevole risparmio, oltreché il rispetto dell’ambiente”.

Nel 2014, a Marsala, i Pellegrino hanno creato una vera e propria struttura enoturistica, agganciata a tour operator siciliani. Obiettivo? “Far conoscere – spiega l’amministratore delegato – non solo le nostre cantine, ma anche i beni artistici custoditi a Marsala e Trapani: i carretti siciliani ottocenteschi, l’archivio Ingham Whitaker, fino all’originale calco in gesso della Nave Punica di Marsala”.

In futuro? “Ci concentreremo – ci fa sapere Renda –  non solo sul risparmio energetico, ma anche su quello idrico. Faremo altri investimenti nel settore enoturistico per diventare un grande polo attrattivo della Sicilia occidentale. Non tralasceremo l’export, che già rappresenta il 34% del nostro fatturato, con vendite non solo in Europa Stati Uniti, ma anche in alcuni Paesi asiatici come: Corea, Cina, Giappone e Thailandia, dove ancora il consumo pro capite non è molto elevato, ma c’è un forte trend di crescita. Pensiamo anche a corsi di formazione”.

 

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli