In Italia un femminicidio ogni tre giorni. Quasi una su due aveva denunciato

Focus

Sono 106 le donne uccise in Italia nei primi dieci mesi del 2018. I sedici giorno di mobilitazione dell’Onu per la Giornata contro la violenza sulle donne

Le ultime si chiamavano Roxana, Violeta, Maria, Angela. Erano madri, figlie, sorelle, ciascuna con la sua vita normalissima, tramutata di colpo in tragedia; per loro, uccise brutalmente per mano dei loro compagni, e per chi hanno lasciato dietro, figli spesso piccolissimi consegnati a una vita segnata dal dolore.

E’ sempre altissimo, in Italia, il numero delle donne vittime di violenza. Secondo i dati di Eures, che ha curato un aggiornamento statistico sul fenomeno in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nei primi dieci mesi del 2018 le donne vittime di femminicidio sono state 106, in media una ogni tre giorni.

Un fenomeno che non accenna a calare, nonostante una lieve flessione dei “reati spia” resa nota dal Viminale, ossia di quei reati che verosimilmente potrebbero portare a un femminicidio.

Dal confronto con il 2017 emerge, rispetto al totale degli omicidi, che le uccisioni al femminile arrivano a incidere per il 37,6%, in aumento di quasi il 3% in un anno.

Un dato che va di pari passo, e qui la lettura diventa impressionante, con il calo totale degli omicidi (nel 2017 hanno toccato il minimo storico di 396) e delle vittime di sesso maschile.

Dunque le donne vengono uccise di più, e nella stragrande maggioranza dei casi – è l’altra conferma che arriva dai dati di Eures – per mano di un familiare o del partner, con una percentuale rispettivamente del 70,2% e del 65,2% dei casi.
Una tendenza che trova conferma anche nel lungo periodo: dal 2000 ai primi dieci mesi del 2018, calcola la ricerca, le donne uccise sono state 3.100, più di tre a settimana, e di queste 1.426 (il 66,1%) sono state vittime dei mariti o dei compagni.

L’altro dato che emerge dalle statistiche, e che suona un po’ come una beffa, è quello delle denunce. Secondo Eures oltre un terzo delle donne uccise dal proprio partner o ex partner aveva già subito violenze in passato, e il 42,9% di queste, quasi una su due, aveva sporto denuncia. Un’estrema richiesta d’aiuto che, i fatti hanno poi dimostrato, non è stata adeguatamente ascoltata. Un fenomeno, quello delle denunce sottovalutate, purtroppo sempre più diffuso, sul quale sarebbe forse opportuno aprire una riflessione.

Per denunciare il fenomeno, che tocca numeri sempre più preoccupanti anche su scala mondiale, anche quest’anno saranno decine le iniziative che prenderanno il via a partire dal 25 novembre, la giornata dedicata dall’Onu all’eliminazione della violenza contro le donne.

Fino al 10 dicembre, giornata internazionale dei diritti umani, la campagna dell’Onu si dispiegherà per 16 giorni con lo slogan “Orange the world: #Hearmetoo”. Chiunque lo voglia, potrà raccontare e condividere sui social network la propria storia, di violenza o di supporto alle vittime.

“Una donna su tre subisce violenze nel corso della propria vita – si legge in una nota delle Nazioni Unite -. Per molte di loro, il momento #MeToo non è ancora arrivato, perché per loro parlare può avere conseguenze fatali. Nei 16 giorni della campagna, presenteremo le storie di alcune donne e uomini coraggiosi che stanno aprendo la strada a un mondo più sicuro, più equo e migliore per tutti. Unisciti a loro per dire #HearMeToo”.

Per quello che riguarda l’Italia, la camera dei Deputati, su iniziativa della vicepresidente Mara Carfagna, ha lanciato la campagna #nonènormalechesianormale, per la quale hanno fatto da testimonial, oltre agli stessi politici, volti noti del cinema e della tv come Claudia Gerini, Fiorello, Bianca Balti e Vincenzo Salemme. Un’iniziativa bipartisan alla quale hanno partecipato esponenti di ogni schieramento. Su social, tv e web verrà trasmesso un video in cui personaggi noti si segnano il viso con un tratto rosso, a testimoniare quanto certe ferite, fisiche o psicologiche, possano essere indelebili.

Mentre a Roma l’associazione “Non una di meno” ha organizzato ieri, sabato 24 novembre, la manifestazione contro la violenza sulle donne che si svolge ormai a molti ani. Il corteo, molto partecipato, è partito da piazza della Repubblica per concludersi a piazza di Porta San Giovanni.

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