Presidenze, il racconto della giornata

Focus

Con il ricordo di Moro e della scorta uccisi dalle Br, è iniziata a Montecitorio e a Palazzo Madama la seduta per eleggere i presidenti

Prende il via la nuova legislatura. Con il ricordo di Moro e della scorta uccisi dalle Br, è iniziata a Montecitorio e a Palazzo Madama la seduta nella quale si voterà il presidente della Camera e del Senato. Le sedute sono presiedute da Giachetti e Napolitano.

Il Senato è stato riconvocato per domani alle 10,30 per la terza votazione dove sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Se anche la terza votazione non dovesse individuare un eletto, allora si procederà nella stessa giornata alla quarta votazione. In quel caso si tratterà di un ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti.

La senatrice di Fi Anna Maria Bernini ha ricevuto 57 voti a Palazzo Madama al termine del secondo scrutinio. Salvini aveva annunciato, a sorpresa, il voto dal suo partito a favore della senatrice azzurra all’inizio dello spoglio spiazzando gli alleati forzisti. Secondo il leader leghista sarebbe stato “l’unico modo per evitare l’abbraccio PD-5Stelle per eleggere il Presidente del Senato”. Spiegazione che però non sembra esser piaciuta agli ambienti azzurri, dove il nervosismo è trapelato anche in diretta durante alcune interviste televisive.

Di fatto, la Lega ha scelto una strategia senza comunicarla all’alleato con cui, finora, sembrava concordare la linea. Impressione che è stata confermata dalla nota diffusa dopo lo scrutinio dalla formazione azzurra: “I voti al Senato ad Annamaria Bernini, strumentalmente utilizzata, sono da considerarsi un atto di ostilità a freddo della Lega – si legge nella nota – che da un lato rompe l’unità della coalizione di centrodestra e dall’altra smaschera il progetto per un governo Lega-M5s“. La durissima nota di Forza Italia è stata liquidata in fretta dal capogruppo della Lega alla Camera Giancarlo Giorgetti che ha definito lo sfogo “esagerato” perché, dice, “gli abbiamo fatto un favore”.

Dopo un pomeriggio di assoluto silenzio, Luigi Di Maio è infine intervenuto pubblicamente. Con un tweet si è detto disponibile “a sostenere Anna Maria Bernini o un profilo simile”. Soluzione appoggiata anche da Alessandro Di Battista. “Se Salvini propone la Bernini al Senato – spiega l’esponente pentastellato – ritengo che il Movimento 5 Stelle debba votarla”.

Liveblog

20,12 – Terza fumata nera per l’elezione del Presidente della Camera. Il quarto scrutinio comincerà domani alle 10,30. Per eleggere il Presidente basterà la maggioranza assoluta dei votanti.

19.30 –  Alla Camera è finita la “prima chiama” della terza votazione. Al termine della seconda chiama si procede allo scrutinio, ma visto il mancato accordo tra i partiti è difficile che si arrivi ad un’elezione.

18.30 – La senatrice di Forza Italia Anna Maria Bernini ha ricevuto 57 voti a Palazzo Madama al termine del secondo scrutinio a Palazzo Madama. Salvini aveva annunciato, a sorpresa, il voto espresso dal suo partito all’inizio dello spoglio spiazzando gli alleati forzisti.

18,23 – La Camera procede al terzo scrutinio che inizia ora. Al Senato, invece, secondo scrutinio ancora in corso. Sull’annuncio a sorpresa del voto della Lega a favore di Bernini, Salvini ha precisato che non ci sono stati vertici con i 5 stelle. “Ho avvisato della nostra scelta di Bernini solo Silvio Berlusconi: non ho avuto alcun contatto, non c’è stato alcun vertice con i 5 Stelle”. A chi gli chiedeva se sulla Bernini ci fosse una convergenza con M5S, se Di Maio fosse ‘il mandante’, Salvini ha risposto: “ma quale mandante, noi puntiamo a uscire dal pantano”.

18,08 – “Per uscire dal pantano la Lega fa un gesto di responsabilità all’interno del centrodestra, non abbiamo chiesto nulla per noi, ma qui si fa notte e quindi abbiamo scelto di votare un candidato di centrodestra, di Forza Italia,  per vedere se le altre opposizioni, a partire dai 5 stelle, hanno dei pregiudizi solo sul nome o sono disponibili a ragionare per far partire i lavori del Parlamento. Un atto di amore verso il parlamento e verso il centrodestra: abbiamo votato Anna Maria Bernini“. Lo ha detto il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, ribadendo ha comunicato la sua scelta direttamente al presidente a Berlusconi. “Ne prendiamo atto, è una scelta non concordata”. è stata la replica di Renato Schifani di FI.

Subito dopo l’annuncio del segretario leghista, Berlusconi ha convocato un nuovo vertice dei big azzurri a palazzo Grazioli.

18,04 –  Si svolgerà oggi anche il terzo scruitinio per l’elezione del presidente della Camera. Lo hanno deciso i capigruppo.

17.50 – È in corso una nuova riunione dei capigruppo per decidere quando procedere con il terzo scrutinio per l’elezione del presidente della Camera. Al momento le votazioni previste per la giornata di oggi sono solo due, la terza sarebbe stata domani. Ma ora è in ballo l’ipotesi che la terza votazione si possa svolgere già oggi.

Ore 17,31 – Fumata nera nell’Aula della Camera alla seconda votazione per eleggere il presidente. Nessuno ha raggiunto il quorum dei due terzi dei votanti, contando anche le schede bianche, richiesto dal regolamento al secondo ed al terzo scrutinio. Servirà una nuova votazione, la terza. Il quorum rimarrà anche in questo nuovo scrutinio quello dei 2/3 dei votanti, contando anche le schede bianche. Nel secondo scrutinio è sceso il numero delle schede nulle, in tutto 6, nessun astenuto. La maggioranza richiesta, su 611 presenti e 611 votanti era di 408 voti.

Ore 16,58 – Alla Camera è terminata la “prima chiama”. Ora si procede alla seconda chiama di chi non ha risposto alla prima. Seguirà lo spoglio.

Ore 15,44 – Domani mattina, a quanto si apprende, il gruppo parlamentare del Pd si riunisce per decidere come procedere sulle votazioni per le presidenze di Camera e Senato.

Ore 15,30 – Ripresi alla Camera i lavori: tra poco inizierà la seconda votazione per l’elezione del presidente. Anche nella seconda votazione il quorum è la maggioranza dei due terzi dei componenti dell’Assemblea.

Ore 15,17 –  “Se tutti si mettono a disposizione, facendo quello che ha fatto la Lega, cioè un passettino indietro, si chiude”. Lo ha detto Matteo Salvini intervistato da Corriere.it. Sul rifiuto del M5S di parlare con il leader di Fi, Silvio Berlusconi, Salvini risponde che “sbagliano. Chiunque sia stato votato dagli italiani ha dignità per essere un interlocutore, poi può essere simpatico o antipatico, però chiunque abbia preso il voto degli italiani è un interlocutore”.

Ore 14,12 – Finito lo spoglio delle schede per la presidenza del Senato: fumata nera. Presenti 317, votanti 317, maggioranza 161, voti dispersi 5, schede bianche 312. La seduta riprenderà alle 17.

Ore 14,07 – Alle 15,30 si terrà la seconda votazione per il presidente della Camera. Lo ha annunciato all’aula il presidente provvisorio Roberto Giachetti.

Ore 13,57 – Napolitano dichiara chiusa la votazione per l’elezione del presidente del Senato. Inizia lo spoglio delle schede.

Ore 13,28 – Arrivato poco fa a Palazzo Madama Matteo Salvini. Il leader della Lega era assente al discorso di apertura della legislatura fatto da Giorgio Napolitano.

Ore 13,14 – Finito lo spoglio delle schede nell’aula di Montecitorio. Fumata nera, come previsto. Il presidente provvisorio della Camera, Roberto Giachetti, ha annunciato il risultato ufficiale del primo scrutinio per l’elezione del presidente di Montecitorio: nessuno ha ottenuto la maggioranza richiesta, pari ai due terzi dei componenti l’Assemblea, ovvero 420 voti. I presenti sono 620, i votanti 620, nessun astenuto, 18 schede nulle e 592 schede bianche. Il secondo scrutinio si svolgerà nel pomeriggio. Anche nella seconda votazione il quorum è la maggioranza dei due terzi dei componenti dell’Assemblea. L’aula è sospesa e riprenderà alle 14. In Senato è ancora in corso la prima chiama.

Ore 12,52 – Iniziato lo spoglio delle schede, al momento sono praticamente tutte bianche (a parte qualche voto a Brunetta, Lupi, Bonafede, Muroni, Stumpo, Tripiedi ed Ermini).  Nel primo scrutinio per l’elezione del presidente della Camera serve la maggioranza dei due terzi dei componenti dell’Assemblea, ovvero 420 voti: obiettivo al momento impossibile da raggiungere. In Senato è iniziata la votazione per l’elezione del presidente dell’aula.

Ore 12,50 – Conclusa anche la seconda chiama nell’aula di Montecitorio. Nel frattempo è ripresa la seduta in Senato con la proclamazione definitiva degli eletti. Si tratta dei 23 senatori subentranti, che hanno preso posto nell’emiciclo tra gli applausi dei colleghi.

Ore 12,45 – Si è conclusa la prima chiama dei deputati, iniziata la seconda.

Ore 12,37 – “Ho sentito più volte al telefono in questi giorni Maurizio Martina per il Pd e Matteo Salvini per la Lega e sono sicuro che troveremo una soluzione”, ha detto Luigi Di Maio durante l’assemblea congiunta dei 5 stelle.

Ore 12,30 – Il centrodestra rimane fermo sul nome di Paolo Romani per Palazzo Madama. “Il centrodestra ha deciso che al Senato dal terzo scrutinio voterà Paolo Romani”, ha ribadito il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta. E al M5s che ha dichiarato che potrebbe confluire sul nome di Zanda risponde: “Facciano pure, siamo in democrazia”.

Ore 11,40 – Salvini ha twittato una foto della presidente della Camera uscente Laura Boldrini, scrivendo “Bye bye, presidente!”. L’ex presidente di Montecitorio ha risposto poco dopo al leader del Carroccio: “Ancora tu?”.

Ore 11,23 – “Il Pd voterà scheda bianca” al primo scrutinio per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato. Lo dice Ettore Rosato, facendo ingresso all’assemblea dei gruppi Pd alla Camera. “Spetta a M5s e centrodestra indicare una soluzione, non ci sono riusciti. Spetta a loro avanzare una proposta, siamo in attesa di capire quale”.

Ore 11,00 – Alla Camera sono in corso le votazioni per eleggere il presidente, mentre al Senato la seduta è sospesa. Il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo il suo discorso di apertura, ha sospeso la seduta dell’Aula e ha convocato immediatamente la Giunta provvisoria che è composta dai componenti della Giunta delle elezioni e immunità della precedente legislatura che sono stati rieletti. Costituito il seggio provvisorio infatti, il presidente proclama eletti senatori i candidati subentranti. Ma per i relativi accertamenti si deve convocare la Giunta provvisoria per la verifica dei poteri.

Gli interventi di Napolitano e Giachetti

Un discorso politico quello del presidente emerito che ha evidenziato come “sulla scena politica nazionale il voto del 4 marzo ha determinato un netto spartiacque, a inequivocabile vantaggio dei movimenti e delle coalizioni che hanno compiuto un balzo in avanti clamoroso nel consenso degli elettori e che quindi di fatto sono oggi candidati a governare il Paese. In pari tempo, il partito che nella scorsa legislatura aveva guidato tre esecutivi ha subito una drastica sconfitta ed è stato respinto all’opposizione”.

“Difficoltà – ha aggiunto Napolitano – peraltro nascono dal dato obbiettivo che nessuna delle forze premiate dagli elettori ha conquistato la maggioranza assoluta dei seggi nelle due Camere”. Per il presidente emerito della Repubblica “occorre comunque corrispondere alle scelte del corpo elettorale e delineare la strada per il prossimo futuro del Paese. E alcuni elementi possono concorrere ad allargare l’orizzonte. Si tratta in sostanza di far leva sull’interesse generale dell’Italia. Esso poggia innanzitutto sul senso, che non può mancare, di un comune destino italiano ed europeo. Per quanto anche a questo proposito nulla può più darsi per irreversibile o scontato”.

Napolitano ha poi annunciato all’aula la nomina di Liliana Segre a senatrice a vita con decreto del presidente della Repubblica del 19 gennaio 2018. L’annuncio è stato accolto da un lungo applauso da parte dell’aula.

Aprendo i lavori a Montecitorio, Giachetti ha dichiarato: “Il Parlamento è il cuore della democrazia, la campagna elettorale è finita, si apre oggi un’altra fase. La prima azione da compiere è parlare dentro e fuori queste aule la parola della verità. La politica è bella, nasce nelle piazze e nelle strade ma e’ qui dentro che trova il suo pieno compimento”. L’esponente Pd e radicale ha poi ricordato Marco Pannella: “una persona che ha fatto della politica la sua vita e che pur non avendo responsabilità primarie nelle istituzioni con il suo impegno e la sua passione ha assicurato al nostro paese grande civiltà e democrazia”.

Giachetti ha voluto anche porre l’accento al tema del femminicidio. “L’auspicio – ha detto Giachetti – è che sul tema del femminicidio che sta diventando una vera emergenza nel paese, tutti ma davvero tutti ci si impegni a realizzare altri interventi legislativi, non solo rivolti alla repressioni ma anche e soprattutto alla prevenzione del fenomeno. Ma non basta c’è un evidente problema culturale, noi uomini ce ne dobbiamo assumere la responsabilità, con la consapevolezza che c’è bisogno di un nostro impegno”.

 

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli