Facebook chiude le ‘web manine’ che hanno aiutato M5S e Lega

Focus

A chi gioca avere degli elettori non informati durante le elezioni?

Immaginate una gara. I partecipanti pronti a partire si dispongono allo start, solo che una volta dato il via, alcuni corrono veloce, troppo veloce. Vinceranno, ma si scoprirà, soltanto dopo, che erano stati aiutati da qualcosa di illegale e molto pericoloso.
E’ questo quello che sembra sia successo nelle scorse elezioni politiche in Italia. Più che una notizia bomba, una triste conferma di ciò che già sospettavamo da tempo: alcune pagine di Facebook, durante le elezioni del marzo scorso ( e non solo), hanno coscientemente diffuso fake news per condizionare i risultati elettorali. Da qui la necessità di una presa di posizione netta: chiudere 23 pagine italiane con oltre 2,46 milioni di follower.
Indovinate quali erano i temi più condivisi? Ovviamente migranti, tesi antivacciniste e antisemite. E indovinate quali erano i partiti politici che traevano più beneficio da questa diffusione di bufale? Oltre la metà erano a sostegno di Lega o M5S. Una situazione inaccettabile che non toglie alibi e ‘colpe’ a chi quelle elezioni non le ha vinte, come il Pd, ma che dovrebbe far riflettere sulla salute della nostra democrazia. Perché un conto è perdere rispettando le regole, un altro è perdere barando e forzando la realtà. Ma soprattutto a chi gioca avere degli elettori non informati? Il Pd è da tempo che denuncia questa zona d’ombre sui social e finalmente una risposta è arrivata: “Facebook conferma in maniera chiara quanto denunciamo da tempo. Salvini e i 5 Stelle organizzano il consenso dicendo bugie e attraverso le fake news”, scrive Nicola Zingaretti. 
La decisione di oscurare le pagine presa da Facebook nasce a seguito di un’indagine del movimento cittadino Avaaz e dà il via, si spera, ad un’offensiva senza precedenti anche in vista delle prossime elezioni europee. “Ringraziamo Avaaz – afferma un portavoce di Facebook – per aver condiviso le ricerche affinché potessimo indagare. Siamo impegnati nel proteggere l’integrità delle elezioni nell’Ue e in tutto il mondo. Abbiamo rimosso – spiega – una serie di account falsi e duplicati che violavano le nostre policy in tema di autenticità, così come diverse pagine per violazione delle policy sulla modifica del nome. Abbiamo inoltre preso provvedimenti contro alcune pagine che hanno ripetutamente diffuso disinformazione. Adotteremo ulteriori misure nel caso dovessimo riscontrare altre violazioni”.
Le 23 pagine chiuse, afferma Avaaz, “avevano in totale più follower delle pagine ufficiali di Lega (506mila) e M5S (1,4 milioni) messe insieme. Avevano inoltre generato oltre 2,44 milioni di interazioni negli ultimi 3 mesi”. Facebook ha agito dopo che Avaaz aveva segnalato numerose violazioni delle Condizioni d’uso della piattaforma, come cambi di nome che hanno trasformato pagine non politiche in pagine politiche o partitiche. La pagina più attiva, rende noto Avaaz, era ‘Vogliamo il movimento 5 stelle al governo’, una pagina non ufficiale a sostegno del M5S. Un esempio di fake news condivisa dalla pagina, rileva Avaaz, “è la falsa citazione attribuita allo scrittore Roberto Saviano, secondo la quale lui avrebbe ‘preferito salvare i migranti che le vittime italiane dei terremoti’. Non l’aveva mai detto, ma è stato obbligato a negarlo pubblicamente”.
La più attiva pagina a sostegno della Lega tra quelle chiuse, invece, è ‘Lega Salvini Premier Santa Teresa di riva‘: “E’ stata quella – precisa il movimento – che di recente ha maggiormente condiviso un video che mostrava migranti intenti a distruggere una macchina dei carabinieri. Il video, che ha quasi 10 milioni di visualizzazioni, è in realtà una scena di un film e la bufala è stata smascherata molte volte”. Ma continua a girare e a fare disinformazione. Un’indagine simile realizzata da Avaaz in Spagna ha portato alla chiusura da parte di Facebook di 3 network di estrema destra che diffondevano bufale, per un totale di 17 pagine e 1,4 milioni di follower, a pochi giorni dalle elezioni politiche nazionali dello scorso Aprile. Avaaz ha identificato altre 80 pagine e gruppi che sono ancora online e chiede che Facebook verifichi con urgenza, e agisca in linea con le sue stesse regole per ridurre la portata della disinformazione di tali gruppi.
Anche il Partito Democratico non vuole rimanere con le mani in mano; per questo i senatori dem stanno depositando un ddl per istituire una commissione d’inchiesta che proponga “soluzioni di carattere legislativo al fine di realizzare la più adeguata prevenzione e il più efficace contrasto alle false notizie”.

 

Leggi qui il rapporto sulle Fake news realizzato da Avaaz

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