Zingaretti: “Pd unica alternativa, ora cambiamo tutto e basta divisioni”

Focus

La relazione del segretario all’Assemblea Pd: “Il regime correntizio soffoca tutto, serve una rivoluzione”

Inizia con l’analisi sulle nomine europee la relazione introduttiva del segretario Nicola Zingaretti all’Assemblea nazionale del Partito democratico. Il numero uno del Pd rivendica con orgoglio le nomine per le figure apicali del Parlamento europeo, quasi tutti dem, e chiede l0’applauso della sala per David Sassoli nuovo presidente dell’Europarlamento: “Solo alcune settimane fa i leader nazionalisti italiani ed europei parlavano e urlavano nelle piazze d’Europa, annunciando il trionfo di una coalizione che avrebbe distrutto le istituzioni europee. Ora nessuno vuole sottovalutare la forza elettorale di questi movimenti, ma a chi era certo di vincere e detto bugie non possiamo che rispondere con un sorriso. Era pura propaganda e salutiamo con un applauso il nuovo presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli”.

Zingaretti passa poi all’analisi politica: “Dobbiamo avere fiducia, nulla è prestabilito. Abbiamo fatto un primo passo, ma ora vogliamo fare la storia. Il Pd è l’unica alternativa credibile a questa deriva italiana. Ringrazio i candidati che hanno lottato e vinto nelle amministrazioni locali, e ringrazio coloro che non ce l’hanno fatta per il loro generoso sforzo”. “Ora – continua il segretario dem – è il momento di costruire insieme l’alternativa. Dobbiamo imporre un’altra agenda, è questo il nostro compito. Dobbiamo combattere ed essere vicini ai giovani, alla classe operaia, a chi si sente emarginato, a chi ha paura del futuro. Ora vogliamo aprire un processo nuovo, una fase nuova, un secondo atto della rigenerazione del Pd“.

L’attacco alla Lega che per il segretario produce “discriminazione e differenza”, e le politiche che sta portando avanti in primis Quota100 che “peserà sulle generazioni future”. “La destra è stata più brava di noi – sostiene Zingaretti – a rappresentare la protezione di cui ha bisogno una fascia sociale ampia, ma nello stesso tempo, la tradisce. Dobbiamo denunciare questa contraddizione. Ma è la vecchia destra che torna, magari con linguaggi nuovi, ma con il pugno di ferro rappresenta interessi dominanti, pensiamo al caso della Sea Watch”.

Il segretario dem espone la sua ricetta per battere la destra: “Guardare in faccia a questa destra è il modo migliore per sconfiggerla. La Lega va colpita nel suo nucleo più contraddittorio e fragile, Salvini nasconde gli interessi che difende, quelli dei ceti più ricchi. Vincono perché meglio di noi hanno assunto, anche con proposte velleitarie, la difesa degli italiani che hanno paura del futuro, ma al tempo stesso tradiscono gli italiani. Dobbiamo spezzare questo equivoco, questa contraddizione, per tornare con i piedi per terra, per tornare a vincere. Basta timidezze, dobbiamo andare al fondo delle debolezze di Salvini”.

Ai cinquestelle l’accusa del segretario dem è quella di essere la stampella del leader leghista: “Salvini vuole la Flat tax che non porta benefici ai redditi bassi, è indifferente al fatto che quota 100 è una pugnalata alle spalle alle nuove generazioni. I 5 stelle stanno perdendo l’anima, sono diventati una amara stampella che sorregge un progetto che non è il loro. Sta a noi svolgere una funzione democratica, non essere subalterni. L’agenda vera ce la detta l’istruzione, come ci hanno dimostrato drammaticamente i test invalsi”.

E poi i punti su cui il Pd lavorerà per costruire l’alternativa, che sarà costruita sulle idee a partire da lavoro, scuola e formazione. E per questo annuncia la Costituente delle idee, chiamando “il Paese a discutere delle idee e delle proposte. L’agenda che proponiamo è fatta dai professionisti, dagli imprenditori, dai lavoratori in cassa integrazione che prendono 28 euro al mese”.

Zingaretti traccia le linee programmatiche su cui lavorare per costruire l’alternativa, a partire da fisco e lavoro: “Vogliamo un nuovo sistema fiscale: altro che Flat tax. La prima riforma fiscale deve riguardare il mondo del lavoro: giù le tasse sui salari dei lavoratori italiani a cominciare da quelli più bassi. Non la tassa piatta ma maggiore giustizia”.

La green economy è uno dei punti principali per il segretario dem che lancia il green new deal: “Vogliamo destinare 50 miliardi, riprogrammando il Fondo Investimento amministrazione centrali, a un fondo “verde” per iniziare un ‘green new deal’ italiano per investimenti pubblici verdi nei territori e in particolare nelle aree interne del paese per creare lavoro benessere. Le stime di Unioncamere sui green jobs da qui al 2023 spiegano come a trainare la domanda di lavoro delle imprese sarà la filiera dell’ecosostenibilità. Parliamo di centinaia di migliaia di addetti – dice – richiesti dalla riorganizzazione verde dei processi produttivi: l’esperto in gestione dell’energia, l’istallatore di nuovi impianti a basso impatto green manager per enti locali e imprese ambientale e potrei continuare”.

E continua: “Parità di stipendio tra donne e uomini e un maggiore protagonismo delle donne, più sicurezza e protezione nelle nostre città, più attenzione ai giovani, un grande piano per la sanità pubblica. Così facciamo ripartire l’Italia, da oggi tante proposte saranno online”.

Sui diritti umani parla chiaramente di “una battaglia culturale ed etica: noi saremo sempre dove si difendono i diritti umani. Serve una politica per promuovere una risposta europea, riscrivendo Dublino, rafforzando la politica di sicurezza e difesa. Una nuova politica di cooperazione verso l’Africa. Quindi contrastare l’illegalità: apriamo una battaglia contro la legge Bossi-Fini che va abrogata“.

Nella seconda parte il segretario dem parla del partito, un partito che deve essere unito: “Tutti in campo per aprire il confronto con il Paese, in ogni città organizziamo incontri aperti e tematici, oltre a quelli delle feste. cerchiamo le persone, chiamate le associazioni, organizziamo i comitati, creiamo comunità, usiamo la ricchezza del pluralismo interno per confrontarci sul futuro e non più per litigare sul passato. Dobbiamo cambiare tutto: così non si può andare avanti, basta arcipelago dove si esercita il potere, con un regime correntizio che soffoca tutto. Ci sono realtà territoriali feudalizzate, c’è ancora patrimonio di militanti prezioso. Serve una rivoluzione o non ce la facciamo”.

Sulla riforma del partito Zingaretti fissa una dead line per terminare la discussione: “Abbiamo chiesto a Martina di chiedere una commissione per la modifica dello Statuto. Sarà una commissione di ascolto, di studio e di proposta. Propongo di arrivare a novembre. Diamoci dei tempi certi per arrivare a una decisione. Dico no al modello Salvini: il comando assoluto di una persona è la premessa della sua solitudine e della sua sconfitta: credo a un partito che sopravviva ai suoi leader. Serve un partito radicalmente nuovo, una comunità organizzata. Vi propongo di non attendere l’esito della Commissione Statuto ma sperimentare subito nuovi livelli di organizzazione territoriale, di ‘punti Pd’, registrati in una nuova piattaforma, e iniziare al lavorare nelle scuole, nei luoghi di lavoro. Muoviamoci, andiamo avanti con una piattaforma di idee e contenuti per aggregare forze nuove, la differenza tra noi e loro è che noi non ci limitiamo a dirlo ma lo facciamo. Cambiamo e facciamolo insieme, le persone chiedono a noi del Pd di essere uniti. Noi siamo il partito della sostenibilità ambientale e sociale, che ama l’Italia e vuole salvarla dalla spregiudicatezza di chi la sta governando”.

Una parentesi Zingaretti la dedica alla cronaca di questi giorni sui rapporti Russia-Lega: “Credo sia giusto attendere, la magistratura farà la sua parte, ma a leggere la registrazione non sono i fondi il punto: si profila una strategia politica ben precisa, con due piani che rinnegano l’intera strategia italiana del dopoguerra. Un primo livello che prevede la distruzione delle istituzioni europee, con l’alleanza con destre vecchie e nuove, che collaborano con la Lega per superare il rapporto con l’Ue. E sempre in quelle parole si delinea il superamento della collocazione nella Nato dell’Italia. L’Italia sta diventando inaffidabile, un Paese senza un solido sistema di alleanze e quindi più insicuro, esposto alle scorrerie di troppi operatori globali. Noi siamo quelli che vogliono che nessuna potenza straniera condizioni la nostra vita democratica. Siamo una forza europeista e patriottica”.

Poi annuncia che a “settembre ci sarà la nuova piattaforma online del partito. Mentre dall’8 al 10 novembre terremo a Bologna una Convention per l’alternativa”. E chiude con un messaggio chiaro: “Occorre crescere e occorre farlo tutto insieme e non divisi nei gruppi o sottogruppi. Noi non abbiamo la presunzione di saturare ogni spazio politico. Vogliamo costruire un’alleanza. Vogliamo spingere anche altri a costruire anche forze politiche, ma non riduciamo tutto a termini nominalistici. Non bastano a organizzare il consenso. Parliamo della vita, non del Grande Fratello. Aggreghiamo e non dividiamoci“.

 

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