Zingaretti: “Ci vuole coerenza per essere credibili. Da Lega e M5S solo pagliacciate”

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“I selfie, le fidanzate, i mitra, i bagni in Sardegna, le finte litigate, gli insulti e in ultimo il balletto sul decreto crescita sono segno di un degrado che aiuta loro ma uccide le speranze degli italiani”

L’antifascismo, come la lotta alla mafia, ha bisogno di una sua coerenza. Altrimenti si diventa ipocriti. Mi sembra il caso di Di Maio che grida ‘Salvini è alleato con i nazisti’ ma poi è con i voti dei 5 stelle che gli fa fare il ministro dell’Interno. Il Movimento ha l’ossessione del potere senza mai assumersi la responsabilità. Questo li sta logorando. Sono il principale azionista del governo, i complici di Salvini e le vittime di questo cortocircuito”.

Così in un’intervista a Repubblica il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, accusa il governo di “pagliacciate”. “Salvini e Di Maio sono i reucci delle sceneggiate: i selfie, le fidanzate, i mitra, i bagni in Sardegna, le finte litigate, gli insulti e in ultimo il balletto sul decreto crescita sono segno di un degrado che aiuta loro ma uccide le speranze degli italiani”, osserva Zingaretti. “Hanno chiesto i voti su prima gli italiani e sono proprio i cittadini a pagare un prezzo altissimo per questa continua pagliacciata. Un vicepremier, Salvini, dice che c’è un ottimo decreto crescita, un altro vicepremier, Di Maio, sostiene che non si è discusso nessun decreto crescita. Ma non provano un po’ di vergogna?”.

La mozione di sfiducia presentata dal Pd al Senato “serve a smascherare l’ambiguità dei 5 stelle anche su un tema delicato come la lotta alla mafia. Una volta votata sarà più chiaro chi sta da una parte e chi sta dall’altra”, rileva Zingaretti. “In Parlamento abbiamo metà maggioranza che chiede le dimissioni di Siri e l’altra metà che lo difende. Come voteranno in Aula? Costringiamo gli alleati a dire la verità. Secondo noi emergerà che il governo pensa solo alla gestione del potere”. Lega e M5S “sono la vergogna italiana. Garantisti al 100% quando si toccano loro esponenti e giustizialisti fino a evocare la gogna con gli avversari. L’esecutivo SalviMaio ha introdotto la giustizia di partito ed è un pericolo che si affaccia solo nei regimi totalitari”, evidenzia Zingaretti, secondo cui tuttavia il governo non cadrà sulle inchieste ma sull’economia.

Sulle urne anticipate, “il primo problema è salvare l’Italia, perché nessuno sa dove si sta andando. Andare al voto significherebbe per noi mettere in pista un progetto nuovo. Il successo della lista unitaria alle Europee – un’idea su cui non avrebbe scommesso nessuno – sarà il volano per costruire politiche credibili. Già il 26 maggio sarà tutto più chiaro“.

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