Zingaretti: “La nostra lista unitaria è l’unica alternativa al nazionalismo populista”

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I candidati per il Pd alle Europee sono 76, di cui 39 donne e 37 uomini, un terzo non iscritti al partito: “Da Macron a Tsipras, sogno diventa realtà”

“Siamo dentro a una fase economica rispetto alla quale l’approvazione del Def lancio un oscuro presagio per il futuro del nostro Paese. In un momento così drammatico sta a noi mettere in campo una strada credibile, alternativa a quella del governo”. Una strada che passa inevitabilmente per le prossime elezioni europee. Così Nicola Zingaretti ha aperto la sua relazione alla Direzione nazionale del Pd, chiamata a dare il via libera alle liste che rappresenteranno il Pd il prossimo 26 maggio.

“Non è una stagione di normalità. Siamo alla vigilia di una nuova stagione di tagli che colpiranno trasporti sanità e servizi. Il problema dell’economia italiana è il governo che mostra tutta la sua drammatica inadeguatezza. Sta a noi mettere in campo una proposta che dia il segno del cambiamento”.

In questo senso, sottolinea Zingaretti, “le liste del Pd sono un argine a questa deriva populista che rischia di essere imponente”. I candidati per il Pd alle Europee sono 76, di cui 39 donne e 37 uomini, un terzo non iscritti al partito, solo due di Articolo 1-Mdp. “Ho mantenuto l’impegno di non stipulare un accordo politico tra partiti diversi, Articolo 1 sosterrà la lista contro il rischio di vittoria dei sovranisti”.

D’altronde, spiega, “lo slogan che sembrava un sogno di costruire una grande alleanza da Macron a Tsipras è già contenuto nella lista che presentiamo agli Italiani. Caterina Avanza, rappresentante di En Marche in Italia, sarà candidata con il Pd”. Non mancano alcuni, significativi, nomi provenienti dalla società civile. Oltre all’ex Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti, annuncia il segretario del Pd, “è delle ultime ore la notizia che Roberto Battiston, già presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha accettato di candidarsi con noi”.

Davanti a quanto sta succedendo oggi in Italia e non solo, serve “una Europa che diventi testimone diretta della dimensione civile con cui trattare il rapporto tra nord e sud del mondo. Dobbiamo unire le candidature a una idea politica, porre argine alla deriva dell’Italia. Sarà lista ricca, plurale e competitiva. Stiamo mettendo in campo l’unica alternativa in grado di frenare l’ondata nazionalista”.

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