Zingaretti: “No a proposte pasticciate e deboli”

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Il leader del contro la proposta di Renzi: “Non possiamo difendere la democrazia dicendo che non si va a votare”

Nicola Zingaretti, su Huffington Post (qui il testo integrale) risponde no alla proposta di un governo istituzionale formulata da Matteo Renzi.

Scrive il segretario del Pd: “Salvini chiede il voto anche perché troppe nubi si stanno addensando sulla sua persona. Non dimentichiamo che da settimane il Ministro degli Interni è chiamato a riferire in Parlamento dei rapporti suoi e di alcuni suoi stretti collaboratori con il Governo della Russia. Su presunte tangenti e sul sistema di alleanze internazionali dell’Italia” e aggiunge che “non potrà essere questo Ministro degli Interni a gestire dal Viminale  le eventuali libere elezioni in Italia.

Poi entra nel merito della proposta di Renzi, che presuppone un’intesa con gli altri partiti a cominciare dal M5S: “Tutto il Partito Democratico in questi lunghi mesi ha escluso con toni diversi qualsiasi ipotesi di accordo con il Movimento 5 stelle. Io sono stato accusato ingiustamente, per mesi, di essere il fautore di questo progetto nascosto. Ricordo, non per polemica ma per ricostruzione storica,  il rifiuto assoluto anche solo di voler discutere di questo tema. In molti casi si è arrivati a teorizzare che in realtà con Lega e 5 stelle ci si trovasse di fronte a due destre, due facce della stessa medaglia entrambe pericolose e illiberali da sconfiggere. Ho combattuto con tutte le mie forze questa analisi  che però ha sicuramente  contribuito a ridurre i margini di manovra della nostra iniziativa politica”.

Detto questo, “il sostegno a ipotesi pasticciate e deboli, non illudiamoci, ci riproporrebbe ingigantito lo stesso problema tra poche settimane.Di fronte a una leadership della Lega che tutti giudichiamo pericolosa e che si appella al popolo in maniera spregiudicata è credibile imbarcarsi in un esperienza di governo pd/5 stelle (perché di questo stiamo parlando)  per affrontare la drammatica manovra di bilancio e poi magari dopo tornare alle elezioni? Su cosa? Nel nome della salvaguardia della democrazia? Io con franchezza credo di no. E’ forte dire nel nome della democrazia non facciamo votare? Ho anzi il timore che questo darebbe a Salvini uno spazio immenso di iniziativa politica tra i cittadini. Griderebbe lui allo scandalo. Daremmo a lui la rappresentanza del diritto dei cittadini di votare e decidere. Davvero allora i rischi plebiscitari sarebbero molto seri”.

Quindi, un messaggio “interno”:Se concordiamo sul pericolo Salvini il primo assoluto bene da preservare è l’obiettivo dell’unità  Ma il primo passaggio per costruire l’unità  è evitare di instillare veleno tra noi: non si dica chi sostiene queste idee è per far fuori qualcuno, perché ripeto gli avversari io li ho sempre considerati e li considero fuori di noi”.

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