Zingaretti: “Presentati i punti decisi all’unanimità. Ora confronto”

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Nel Pd botta e risposta sul taglio dei parlamentari. Delrio: “Disponibili ma con una riforma della legge elettorale”. Ascani: “Non facciamo saltare accordo”

“I punti alla base della possibile trattativa per un nuovo governo sono quelli decisi all’unanimità dalla Direzione di ieri e che abbiamo presentato oggi al Presidente della Repubblica. Qualora ce ne fossero le condizioni e la disponibilità, è giunto il tempo di aprire una fase di confronto e approfondimento“.

E’ quanto dichiarato in una nota dal segretario del Pd Nicola Zingaretti, dopo l’indiscrezione uscita su alcun organi di stampa secondo il quale il Pd avrebbe posto a Mattarella, nei colloqui di questa mattina, tre condizioni imprescindibili per la nascita un eventuale governo con M5S. I punti indicati sarebbero l’abolizione dei due decreti sicurezza, un accordo di massima sulla prossima legge di bilancio e lo stop alla legge sul taglio dei parlamentari.

Ed è proprio su questo ultimo punto che hanno cominciato a serpeggiare malumori tra i dem, con Anna Ascani che ha dichiarato: “”Se di fronte al rischio della destra così come ancora si presenta, con Salvini e Meloni in primissima linea, qualcuno nel Pd pensa di far saltare il banco di un possibile governo, istituzionale o di legislatura, sul taglio dei parlamentari, se ne assumerà la responsabilità di fronte al Paese e all’Europa. Le condizioni sono quelle poste in direzione, altre condizioni rischiano di essere fuori luogo in questo momento”.

Un punto sui cui è tornato anche il capogruppo del Pd, Graziano Delrio, che è entrato nel dettaglio affermando, a proposito del colloquio con Mattarella: “Abbiamo detto esplicitamente che siamo disponibili a un governo di svolta che affronti i problemi veri del Paese. Siamo per fare una cosa seria e stabile. Siamo a favore del taglio dei parlamentari che pure avevamo già proposto in passato, ma chiediamo sia inserito in una agenda complessiva che tenga conto di una riforma della legge elettorale che garantisca rappresentanza democratica ai territori”.

“Nessun tentativo di far fallire quindi – ha sottolineato Delrio -, ma piuttosto di fondare su solide basi un governo all’altezza della crisi”.

Una posizione ribadita anche dal vicesegretario del Pd Andrea Orlando, che ha chiarito: “ “Non abbiamo chiesto di non andare avanti col taglio dei parlamentari. Abbiamo detto che va fatto in un quadro di bilanciamento a partire anche da un aggiustamento della legge elettorale. Quantomeno non farlo subito, vedere quali sono gli altri interventi di accompagnamento”.

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