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Zingaretti: “Siamo pronti al voto, per fortuna sta finendo un incubo”

In attesa di capire che cosa ne sarà del governo Conte e in vista di un’eventuale crisi arriva l’intervento del segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che in un post sulla sua pagina Facebook annuncia: “Siamo pronti alla sfida. Nelle prossime elezioni non si deciderà solo quale Governo ma anche del destino della nostra democrazia, della collocazione internazionale del nostro Paese”. “Il Pd – aggiunge Zingaretti – chiama a raccolta tutte le forze che intendono fermare idee e personaggi pericolosi. Da subito tutti al lavoro, insieme, per far vincere l’Italia migliore”.

“Lo avevo detto ed è stato confermato – ha detto poi in collegamento da Villalunga per un intervista a In Onda, su La7 – il governo gialloverde è fallito. Hanno paura della manovra di ottobre quando tutti i nodi verranno al pettine. Avevano promesso la rivoluzione e hanno combinato un disastro: si vada alle camere e poi si aprano le urne per dare la parola agli italiani”.

Quanto ai possibili futuri scenari, ha sottolineato come la prerogativa spetti al presidente della Repubblica, “che è il più saggio di tutti: questo governo deve andare al Senato o alla Camera per vedere se ottiene la fiducia e se non ce l’ha deve andare a casa. Sta finendo un incubo, per fortuna. Ora è giunto il tempo di organizzare l’alternativa con un Partito Democratico forte e unito”. E questo proposito, durante l’intervista rilasciata a In Onda, ha rivolto un appello all’unità del partito: “Come segretario dico: questa volta, per prima cosa l’Unità. Cancelliamo la dimensione dell’Io e cominciamo a ragionare col noi per non far cadere questo paese nelle mani di Salvini. Io sono ottimista. Sono convinto che tutti i dirigenti di questo partito lo capiranno e si metteranno al servizio”. E si rivolge anche a Renzi: “Dico a Matteo: aiuta, dai una mano. È legittimo che fai politica, sei una risorsa e aiutaci a vincere le elezioni al prossimo appuntamento elettorale, perché abbiamo il dovere di non permettere mai più che quelli che hanno vinto il 4 marzo tornino al governo, abbiamo il dovere di lasciare ai nostri figli e nipoti un paese migliore”.

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