Zingaretti riunisce la segreteria e rilancia: “Ora una conferenza operaia”

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Per il segretario dem dai sindacati riuniti sabato a Reggio Calabria “un segnale potente. E adesso tocca a noi”. Oggi prima riunione della nuova segretaria

Un segnale potente, perché determinato da una cultura unitaria. La stessa che stiamo cercando di imporre alla politica”. Non ha dubbi il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che in un colloquio con Repubblica parla della manifestazione di sabato di Cgil, Cisl e Uil a Reggio Calabria come di una “grande, positiva novità”, aggiungendo: “Adesso tocca a noi”.

“È tempo di ricostruire una rappresentanza politica per l’alternativa: per l’Italia che soffre e per l’Italia che cresce. Perché l’Italia ce la può fare”, è l’appello lanciato dal leader dem, che rilancia anche il Piano per l’Italia in tre punti: taglio delle tasse fino a 1.500 euro all’anno per i redditi da lavoro bassi e medi; un grande programma di investimenti per l’ambiente e il clima per creare 800mila posti di lavoro nella green economy; l’azzeramento del costo dell’istruzione dall’asilo nido all’università per la famiglie con reddito basso e medio.

“Un piano – sottolinea Zingaretti nel colloquio – che abbiamo iniziato a costruire ascoltando i sindacati, le associazioni di categoria e quelle del volontariato” e che adesso, è l’intenzione dei dem, va discusso con il Paese per mettere a punto “idee, scelte e visione”.
“Il primo passo sarà una conferenza operaia, perché c’è un mondo di lavoratori e di precari a cui dobbiamo dare risposte”, sono i prossimi step  annunciati dal segretario. Poi ci saranno “gli Stati generali della green economy, poi l’incontro sulla scuola, la Scienza e la Conoscenza”.

Un partito nuovo

Quello che traccia Zingaretti è “un partito totalmente nuovo e diverso, dove contano le persone in rete tra di loro”, nei luoghi della vita così come sul web.
Un partito che, intanto, “abbiamo salvato dalla marginalità” dal 18% delle politiche ai sondaggi che oggi lo danno al 24%.

E ad Alessandro Di Battista, che forse per far dimenticare il terremoto scoppiato in seno ai partiti di maggioranza, ha definito il Pd “il partito più conservatore che c’è”, Zingaretti non le manda a dire: “L’Italia sta capendo piuttosto che il consenso di questo governo è stato costruito distribuendo soldi che non ci sono, senza idee per lo sviluppo”.
L’Italia si è fermata – rincara la dose il segretario del Pd -: lo sanno gli imprenditori che hanno votato Salvini e lo sanno i disoccupati che hanno votato i 5 Stelle”.

 

Intanto, per cominciare a mettere a punto il piano che vedrà impegnato il Pd nei prossimi mesi,  Zingaretti riunisce oggi pomeriggio al Nazareno per la prima volta la nuova segreteria. Dopo le polemiche dei giorni scorsi il clima tra i dem sembra essere tornato di piena collaborazione, anche per ritrovare compattezza in vista di possibili elezioni anticipate.
Un “patto” che ha trovato piena collaborazione da parte di Lorenzo Guerini e di Maurizio Martina, che ieri a Marzabotto ha chiuso la sua kermesse assicurando: “Noi siamo minoranza, non opposizione”.

Un atteggiamento apprezzato da Zingaretti, per il quale bisogna chiuderla con le discussioni del passato perché “ora è il tempo della battaglia. Il rischio per l’Italia è immenso e noi dobbiamo difendere gli italiani da questa deriva che ci porta allo sfascio”.

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